Il Comune di Perugia ha convocato per il 18/05/2016 il Consiglio Comunale Grande su: “Servizi educativi e all’infanzia – La parola ai cittadini”.

ornellaCittadinanzattiva Umbria è intervenuta con Ornella Ciani che ha chiesto alla Giunta comunale di Perugia, in merito ai servizi rivolti all’infanzia, quanto segue:
concreta attuazione, nella programmazione e gestione dei servizi, del principio di sussidiarietà orizzontale previsto dall’art. 118 della Costituzione; utilizzazione nelle mense comunali della filiera corta e di prodotti biologi; riduzione dello spreco del cibo; non utilizzazione delle stoviglie monouso; attivazione di controlli a sorpresa nel servizio mensa senza preavviso al gestore; previsione della carta di qualità dei servizi con il rispetto di tutte le prescrizioni previste dal comma 461 dell’art. 2 della legge finanziaria 2008; valorizzazione del lavoro prestato c/o il comune di Perugia delle operatrici per l’infanzia precarie affinché non siano estromesse dal mondo del lavoro.
Cittadinazattiva ha invece condiviso la scelta della Giunta Comunale di non ritirare, come richiesto dal alcuni consiglieri comunali,  i libricini distribuiti nelle scuole dell’infanzia finalizzate alla diffusione della conoscenza dei diversi tipi di famiglia.

Commissariamento prefettizio di GESENU e GEST. I costi siano adeguati e comunque non ricadano sui cittadini. Cittadinanzattiva chiede incontro al Prefetto.

Il Prefetto di Perugia con Decreti del 19.11.2015  ha nominati ai sensi della normativa antimafia, tre commissari  nelle medesime persone, sia per la Gesenu che per la Gest  per un periodo di circa sei mesi, per la gestione di parte dei contratti delle predette società, e con compenso da definire ai sensi delle disposizioni dell’art. 32 comma 6 della legge 114/2014.

Cittadinanzattiva, organizzazione civica che tutela e promuove i diritti dei cittadini quali utenti dei servizi pubblici,  vuole  tutelare i cittadini e gli utenti del servizio rifiuti dei comuni di Perugia e territorio limitrofo,  e pertanto  contesta sia l’importo esagerato, del compenso a tali commissari, ma soprattutto  che lo stesso ricada sulle tasche dei cittadini.

L’art. 32 comma 6 della legge 114/2014 applicabile in generale alle imprese implicate in presunti fenomeni di infiltrazioni mafiose  stabilisce che ai commissari spetta un compenso  ai sensi dell’art. 8 del d.lvo 14/2010, secondo criteri non ancora determinati, ma che l’onere del compenso ai commissari è a carico dell’impresa. Ciò è perfettamente logico e coerente nel caso di impresa privata.

Nel caso di Gest e Gesenu ci troviamo invece di fronte a società miste pubblico-privato che erogano servizi pubblici locali e i cui ricavi sono a carico esclusivo dei cittadini tramite la tariffa rifiuti di legge.

Conseguirebbe che i cittadini dovrebbero pagare presunte responsabilità degli amministratori, che, più che un sistema mafioso, sono la conseguenza di un  sistema di potere politico che, in alcune realtà, ha trovato nella raccolta dei rifiuti il canale principe di autofinanziamento e di autoalimentazione di consensi.

La disposizione di legge stabilisce che l’onere del compenso è a carico dell’impresa  e quindi non della tariffa  e pone, pertanto, l’obbligo che a pagare siano non i cittadini ma eventualmente il socio o i soci  il cui comportamento ha determinato il provvedimento del Prefetto.

A ben guardare poi non sono, pertanto,  applicabili le Terze linee guida dell’Anac  che porterebbero a compensi esorbitanti nell’ordine di decine di migliaia di euro al mese, perché per le società di servizi pubblici locali esiste una normativa speciale che prevale in quanto tale. e cioè la Legge finanziaria 2007 all’art. 1 commi 725 e 726 ove si dispone che: “nelle società di servizi pubblici locali partecipate dagli EE.LL. il compenso del Presidente e dei membri del Consiglio di amministrazione non può superare il 70% per il Presidente e il 60% per i membri del CdA di  quello del Sindaco del maggior comune socio. Compenso elevabile del 2% ogni 5 punti percentuali di partecipazione del socio privato.”

In buona sostanza con questa normativa  si raggiunge un compenso non superiore ai 4/4,5 mila euro lordi mensili.

Non si comprenderebbe come mai se a nominare gli amministratori invece del sindaco sia il Prefetto, questi amministratori possano ricevere un compenso 5 volte superiore peraltro essendo, per di più, investiti non di tutti i contratti della società ma solo di alcuni di essi.

Per tali ragioni Cittadinanzattiva  ha chiesto un incontro con  il Prefetto  per chiarire ulteriormente il punto di vista di Cittadinanzattiva  su come dare attuazione a tali adempimenti, a tutela degli interessi dei cittadini.

La lettera è stata inviata a:

 Prefetto della Provincia di Perugia

 Sindaco di Perugia

 Presidente della Regione Umbria

L’intervento del neo segretario regionale di Cittadinanzattiva Umbria, Danilo Bellavita, al Congresso di Spoleto del 30 aprile 2016

bizzarri Il mio intervento vuol essere prima che un contributo, un invito all’’ Assemblea Congressuale, alla condivisione di una riflessione, con un orizzonte ampio di lettura della divaricazione progressiva, prodottasi in questi ultimi decenni, tra la politica intesa come partiti, amministrazioni locali, istituzioni e cittadinanza. Cittadinanzattiva  si distingue dalla maggior parte dell’’ associazionismo civico, col suo oggetto fondativo, (art.2) “..afferma la cultura del federalismo dei diritti e della sussidiarietà delle iniziative civiche,… accoglie e valorizza tutte le risorse umane disponibili a concorrere in forme allargate di governo, alla formazione e tutela dei beni comuni…” E’ questo orizzonte ampio di lavoro, che richiede a mio avviso una profonda comprensione delle dinamiche sociali e politiche, affinché l’azione sia efficace nel perseguire gli obiettivi fondativi. Rispetto ad associazioni “tematiche”, che si occupano di protezione dell’ambiente naturale, di contrasto alla delinquenza organizzata, di difesa delle libertà individuali e dei diritti civili, Cittadinanzattiva  (interpretando parole di Giuseppe Cotturri) è nata non per intervenire sulla formazione di domanda politica, ma sulle concrete offerte di politiche materiali.. per soddisfare bisogni e diritti negati. Questo, a mio avviso significa esprimere, in estrema sintesi, una capacità di analisi della società, delle sue criticità, una progettualità inclusiva, azioni efficaci nel perseguire obiettivi in favore di bisogni e diritti negati, in un costante rapporto dialettico con cittadinanza e istituzioni. Ma questo presuppone una “società strutturata”, in cui il processo democratico di formazione delle decisioni nelle istituzioni, sia attivo in tutte le sue componenti (cittadini, associazioni, partiti, organismi culturali e partecipativi, amministrazione pubblica). Dagli anni novanta invece, con il crollo dei regimi comunisti dell’est da un lato e l’irrompere dei paesi del sud est asiatico, nei processi produttivi ed economici mondiali, si è prodotto un capovolgimento dell’ordine delle cose, una rivoluzione che a mio avviso riduttivamente chiamiamo crisi economica, ma che in realtà ha come risultante (proprio perché di scomposizione dell’ordine precedente si tratta), il passaggio dalla società moderna alla società post moderna, o per usare l’analisi e la definizione di Z. Bauman “società liquida” cioè sempre più destrutturata e disarticolata. Oggi, per rimanere agli osservatori di questo orizzonte e del panorama nazionale, si parla di post democrazia (I. Diamanti), di democrazia cioè fondata su un premier che si rivolge direttamente ai cittadini ed elettori, saltando mediazioni e mediatori, sindacati e sindacalisti, sindaci e governatori, scavalcando in vari casi parlamento e partiti, annichilendo in estrema sintesi la partecipazione democratica. Un processo che a cascata, ha investito anche i livelli sott’ordinati dell’amministrazione pubblica. Fenomeno che oggettivamente, va detto, si sta manifestando in varia misura, in quasi tutte le democrazie occidentali. Un elemento di riflessione per una lettura di questo fenomeno e della sua complessità, sta, a mio avviso, oltreché nel crollo delle ideologie, nella perdita di egemonia del sistema produttivo occidentale rispetto all’irruzione dei paesi orientali, Cina in testa. Ingenti capitali occidentali fino a quel momento assorbiti dal sistema produttivo, sono stati liberati per essere dedicati, con maggior redditività, alle speculazioni finanziarie (la crisi del 2008 è esemplare). I tempi decisionali e operativi della finanza speculativa, sono oggettivamente infinitesimali, rispetto ai tempi dei cicli produttivi industriali e ai tempi della politica, della democrazia e delle istituzioni, così come li abbiamo ereditati dal novecento. Da qui, a mio avviso, questo rincorrere da parte della politica, dei fenomeni legati alla finanza, prim’ancora che all’economia e il suo divaricarsi dai cittadini, in una involuzione “post democratica”. La corruzione così diffusa nella classe politica e amministrativa è a mio avviso, un portato ampiamente presente, capillarmente solo in Italia, ma non solo, (vedi dimissioni del premier Islandese, delle difficoltà del premier inglese per i panama papers) tanto da far parlare Z. Bauman di “partiti taxi”, da cui si sale e si scende all’occorrenza, (per curare interessi personali o di pochi). Questa divaricazione è alla base di un altro fenomeno, che ha sconquassato i scenari politici europei, la partecipazione democratica nel suo complesso, quale l’esplodere dei movimenti populisti o xenofobi, tant’è che un altro attento osservatore delle dinamiche sociali e politiche qual è Ezio Mauro, parla di “partito del sofà”…”dove risiedono i delusi che si rifiutano di partecipare e di votare, ritirandosi con la bassa marea politica da ogni discorso pubblico”… “Per dirla con le parole di Emma Bonino in una intervista del 6 febbraio scorso: “La gente non si aspetta più niente dalla politica. Si arrangia. Non riesco ad avere un figlio? vado in Spagna. Voglio morire senza dolore? vado in Svizzera. Convivo? convivo… La gente fa i suoi doveri ma non chiede più diritti”!!! CAPIAMO BENISSIMO COSA SIGNIFICHI LA CONSAPEVOLEZZA DI QUESTO PER NOI CITTADINANZATTIVA! Read more »

MESSAGGIO DELLA PRESIDENTE DI LEGAMBIENTE UMBRIA ALESSANDRA PACIOTTO AL CONGRESSO REGIONALE DI CITTADINANZATTIVA

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I congressi sono sempre un’importante occasione di confronto ma anche di ricarica di entusiasmo ed energie, fondamentali per affrontare le sfide che associazioni come le nostre si trovano di fronte ogni giorno. In un momento complesso e critico dal punto di vista sociale, economico e politico come quello che stiamo vivendo, le nostre associazioni sono un importante presidio di democrazia, pattecipazione, coesione sociale. Dobbiamo proseguire con determinazione e senza cedimenti per costruire una società più giusta, dove i diritti dei cittadini non vengano calpestati, dove la legalità non sia più solo un valore a cui aspirare, ma un elemento naturale dell’agire comune, dove la partecipazione, i saperi e l’impegno attivo dei cittadini abbiano la giusta e necessaria considerazione, e l’ambiente e la salute non siano più considerati temi su cui trattare. Sono sicura che Legambiente umbria e Cittadinanzattiva Umbria continueranno a collaborare proficuamente come abbiamo fatto in questi anni. Buon congresso e buon lavoro. Un abbraccio. Alessandra Paciotto

Eletto il nuovo Segretario Regionale di Cittadinanzattiva Umbria: è DANILO BELLAVITA

Confermato Paolo Baronti alla Presidenza.

daniloQuesti i nomi dei responsabili delle reti regionali:

Tribunale per i diritti del malato  Giancarlo Minelli

Politiche dei consumatori Ornella Ciani

Giustizia per i Diritti: Silvia Barontini

Ambiente ed economia circolare Marco Vecchiattini

Rete Scuola  Alessandra Bircolotti

Segreteria amministrativa  Laura Milani  

Segreteria organizzativa e fundraising  Anna Rita Cosso  

Progetti speciali

Sanità Carla Mariotti

Rigenerazione urbana Alfonso Raus