#PRESIDICIVICI DELLE COMUNITA’ COLPITE DAL SISMA IN UMBRIA comunicazione del 26 novembre

PASSA PAROLA CIVICO PER L’INFORMAZIONE E LA COMUNICAZIONE: anche questa mattina a Norcia ci siamo resi conto della necessità di intervenire e dare un contributo sul sistema informativo e comunicativo tra istituzioni locali – C.o.c. e popolazioni colpite dal sisma, per la presenza di molte criticità.A Norcia abbiamo incontrato  i tecnici responsabili dei sopralluoghi Fast per portare le esigenze delle popolazioni sfollate che non riescono ad essere informati su tempi e modalità dei sopralluoghi e con loro abbiamo individuato una modalità per facilitare il passaggio di informazioni e la presenza delle persone sfollate ai sopralluoghi.

Dai dati in nostro possesso dovrebbero essere circa 60 le strutture attive che stanno accogliendo persone evacuate dall’area del cratere umbro, più tutte le persone che sono in autonoma sistemazione. Come Cittadinanzattiva abbiamo, per adesso, intercettato le strutture del Trasimeno e di Spoleto.

VI INVITIAMO a metterci in contatto con eventuali referenti e cittadini attivi delle altre strutture o anche associazioni e organizzazioni che sono in rapporto, appunto, con questi gruppi di cittadini collocati in tali strutture per provare a migliorare il sistema informativo e comunicativo, come già sta avvenendo, ad es., con la realtà del Trasimeno. Ricordo il nostro indirizzo e-mail: cittattiv.umbria@libero.it
Grazie della collaborazione.

Maxiprocesso Quarto Passo, Cittadinanzattiva deposita la dichiarazione di costituzione di parte civile Il maxiprocesso Quarto Passo sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Umbria è stato rinviato al 30 gennaio 2017 per problemi di notifiche.

Il maxiprocesso Quarto Passo sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Umbria è stato rinviato al 30 gennaio 2017 per problemi di notifiche.

Insieme alla Regione Umbria, al Comune di Perugia, e alle altre associazioni, Cittadinanzattiva, per il tramite dell’avv. Silvia Barontini, ha depositato questa mattina la dichiarazione per la costituzione di parte civile, che verrà formalizzata alla prossima udienza.

Nell’atto di costituzione è scritto: “La commissione dei reati da parte degli imputati ha vanificato tutti gli sforzi profusi dall’associazione, sia in termini economici, sia in termini di energie e impegno, da parte degli aderenti al movimento.

A concretizzare il danno subìto dall’associazione non è la sola lesione dei fini Statutari, ma soprattutto la vanificazione di tutti gli sforzi, impiegati negli anni nella lotta alla mafie.

La costituzione di parte civile rappresenta l’esito inevitabile di un percorso di impegno, volto alla prevenzione e alla debellazione della criminalità organizzata”.

SISMA IN UMBRIA: CONVOCAZIONE INCONTRO PRESSO LA SEDE DI CITTADINANZATTIVA SPOLETO martedì 8 novembre ore 18,30 Via XXV Aprile 44 Spoleto – 0743 222208 PER UNA RETE DI PRESIDI CIVICI DELLE COMUNITA’ COINVOLTE DAL SISMA IN UMBRIA

serafina

Chiunque sia interessato a dare una mano è benvenuto. L’invito è esteso alle associazioni di impegno civico. Importante la presenza di rappresentanti di tutti i comuni umbri terremotati.

In questi giorni, a fronte di una gestione buona dell’emergenza da parte di Protezione civile e Autorità locali, la complessità delle situazioni (tante frazioni di montagna rimaste a lungo isolate e senza aiuti, la difficoltà di comunicazione e di viabilità) ha però evidenziato l’importanza del ruolo attivo dei cittadini e dei volontari che in molti casi hanno preso in mano direttamente le situazioni e risolto molti problemi di disagio, fin dalle primissime ore dopo le nuove crisi sismiche del mese di ottobre.

Tutto quello che riguarda dunque il superamento dell’emergenza e soprattutto il prefigurare progressivamente uno specifico futuro per le zone colpite dal sisma nell’Italia centrale e quindi anche in Umbria, non può non passare attraverso una partecipazione e un
consenso attivo dei cittadini e delle comunità locali interessate.

“Fare i cittadini è il modo migliore di esserlo” anche in situazioni delicate e molto complesse come sono quelle che stiamo vivendo a seguito delle scosse.

In questo stato di eccezione, bisogna pensare ad un modello di intervento che oltre all’assistenza e al supporto, introduca effettive condizioni e modalità per rendere pienamente protagoniste le comunità locali, in un rapporto di collaborazione e
cooperazione con le istituzioni locali e la protezione civile.

Per questo ci ritroviamo martedi 8 novembre alle ore 18,30 c/o la sede di Cittadinanzattiva in via XX Aprile n.44 (tel. 0743 222208) a Spoleto per valutare insieme la possibilità di costituire una rete di PRESIDI CIVICI delle comunità locali, come forma autonoma e diretta di partecipazione dei cittadini.

Gli obiettivi operativi sono quelli di essere parte attiva come cittadini nelle attività di informazione e comunicazione, di organizzazione e gestione delle strutture allestite allo scopo, di ripristino delle attività e delle condizioni di progressiva “normalità” e di definizione dei criteri generali per la ricostruzione, che sappiamo, non è solo legate alle strutture, ma investe il futuro socio-culturale ed economico di queste zone.

Chiunque sia interessato a dare una mano, è benvenuto. Estendiamo l’invito alle associazioni di impegno civico del territorio.Nella foto: asinello dell’Appennino

Rifiuti capitolo 2 Legambiente Umbria e Cittadinanzattiva Umbria : Inefficienza. Quanto ci costi?

Quanto ci costano, quanto dovrebbero costare e quanto ci costeranno gli scarti dell’organico dovuti ad una inadeguata raccolta differenziata e ad una scarsa efficienza impiantistica.
Nel capitolo 1 di questa rassegna dedicata al ciclo dei rifiuti in Umbria, abbiamo mostrato quanto materiale non compostabile finisce nella frazione organica quando questa viene raccolta con modalità stradale, ovvero con il classico cassonetto da 240 litri (quelli nella foto).
Una pratica che implica inefficienza non solo nella raccolta ma in tutta la filiera del trattamento ed è per questo che nei nuovi obiettivi, che la Regione Umbria pone con il DRG 34/2016, c’è anche la richiesta del passaggio alla modalità porta porta per la frazione organica.
La pratica della raccolta stradale è inappropriata prima di tutto perché porta i cittadini ad essere poco virtuosi, convinti che poi “tanto va tutto in discarica”. Opinione sbagliata anche quando viene estesa alle frazioni secche: plastica, vetro, carta, etc, che possono essere valorizzate economicamente. Le aziende di servizio dovrebbero avere tutto l’interesse a raccoglierle pulite e infatti, non a caso, vengono intercettate per lo più con modalità porta a porta.
In realtà, non è che l’organico mal raccolto vada a finire direttamente in discarica, ma quando arriva negli impianti di compostaggio non supera l’operazione iniziale di vagliatura e diventa immediatamente scarto da discarica.
Il problema della cattiva raccolta si ripresenta con forza negli impianti che abbiamo in Umbria: a Pietramelina gestito da GESENU (compostaggio aerobico), a Casone gestito da VUS (compostaggio aerobico e impianto di trattamento indifferenziato) e a Nera Montoro gestito da GreenASM (digestione anaerobica seguita da compostaggio). Di questi tre impianti, il recente e già citato monitoraggio di ARPA Umbria, ha dimostrato l’inefficienza impiantistica in termini di scarsa resa nella produzione del compost e alta produzione di scarti che vanno direttamente in discarica.
Nella tabella sottostante, che riporta i dati del 2015 recentemente presentati da ARPA Umbria, si evidenzia come le situazioni più gravi sono certamente quelle di Pietramelina e Casone. L’impianto di GreenASM produce solo (si fa per dire) il 21% di scarti e una resa in compost ben lontana dalla media nazionale (circa 25%, dati CIC).

Impianti FORSU (ton) Scarti (ton) % Scarti

% Resa in Compost

Pietramelina

58.500

39.780

68%

6,5%

Casone

19.400

8.536

44%

4.5%

Green Asm

34.200

7.182

21%

9%

Totale FORSU Trattata

112.100

55.498

49,5%

6,60%

*ARPA Umbria dati 2015
Ma quanto costa lo smaltimento in discarica di tutta questa montagna di scarti?
Se facessimo riferimento ai costi medi di smaltimento in discarica, parliamo almeno di 6-7 milioni di Euro per 55.000 tonnellate di scarto (il costo dello smaltimento degli scarti di 110-120 €/t è stato dedotto dal rapporto del Consorzio Italiano Compostatori CIC – 2013).
In Umbria però siamo fortunati perché il trattamento degli scarti dell’organico costa abbastanza poco, in particolare: 83,88 €/t se GreenASM conferisce a Le Crete (Orvieto), 22,41 €/t se gli scarti finiscono all’impianto di Sant’Orsola di Spoleto (VUS) e 50 €/t se gli scarti vengono portati a Borgogiglione a Magione (Fonte: ARPA Umbria). Ovvero dal 30 all’80% in meno del costo ipotizzato dal CIC.
E allora qualche domanda viene subito spontanea: perché in tre discariche del medesimo territorio, i costi di conferimento sono così diversi? E perché a Sant’Orsola, che è in via di esaurimento, il costo è bloccato a 22€ a tonnellata? E ancora, perché il costo di smaltimento per un rifiuto non pericoloso, a casa nostra, viene determinato in modo così arbitrario? e con quali parametri? 
Considerando che il TAR ha recentemente bloccato l’utilizzo e di fatto l’ampliamento della discarica di Sant’Orsola a Spoleto, il nuovo impianto di digestione anaerobica e compostaggio di Casone non potrà più beneficiare certo di questo trattamento di favore avuto fin’ora, almeno non per lungo tempo. E quindi, quanto costerà smaltire gli scarti e chi li pagherà?
Facendo i conti in tasca ad Asja (società che ha progettato e gestirà l’impianto di Foligno) e considerando che l’accordo Asja/VUS prevede che l’impianto possa accettare l’organico che abbia fino ad un 15% di materiale non compostabile, avremo praticamente una quantità di scarti almeno pari se non superiore a quella attuale.
Nel diagramma a blocchi molto semplificato e riportato di seguito, proviamo a valutare il costo potenziale del trattamento degli scarti nel futuro impianto di biodigestione, nel caso la raccolta rimanga come è ora e il costo dello smaltimento arrivi a prezzi di mercato.
Lo scenario che si prospetta non è affatto rassicurante: il prezzo dello scarto del biodigestore di Casone potrebbe arrivare a costare molto salato e le discariche continuerebbero a rimanere indispensabili per chiudere il ciclo della gestione dei rifiuti.
*Elaborazione ipotesi su costo potenziale del trattamento degli scarti nel futuro impianto di biodigestione di Casone nel caso la raccolta rimanga come è ora e il costo dello smaltimento arrivi a prezzi di mercato. (1)
Tornando ai dati dell’Umbria nel suo complesso, oggi la spesa dello smaltimento in discarica è 2.7 milioni di euro, un costo contenuto che dovrebbe consentire politiche di miglioramento della raccolta differenziata, che non vengono però attuate. Ma quello che emerge chiaramente è che il risparmio fittizio di oggi è dovuto esclusivamente ad una sottostima del costo di trattamento in discarica (in special modo nell’ambito di competenza VUS) che non garantisce una adeguata gestione delle discariche, come è dimostrato dai frequenti problemi ambientali e dai sequestri e non rende nemmeno possibile l’accantonamento del fondo per la gestione post-operativa per i trenta anni successivi.
In conclusione, cosa emerge da questo stato di cose?

1) in primo luogo perdiamo compost che è una fonte di carbonio organico assai prezioso per l’agricoltura, perché consente di fertilizzare la nostra terra evitando l’uso dei concimi chimici, riducendo complessivamente l’effetto serra dovuto all’agricoltura;

2) perdiamo sicuramente in salubrità dei nostri territori, perché mantenere aperte e attive le discariche, così come è stato fatto fino ad ora, non sarà né sostenibile, né possibile (la direttiva europea sull’economia circolare pone precisi vincoli);

3) infine perdiamo l’opportunità di dare vita ad un percorso di economia circolare virtuoso in cui la raccolta della frazione organica può essere volano di sviluppo per tutta quell’economia verde, che va dai prodotti biodegradabili e compostabili (obbligatori sia per l’asporto delle merci che per la raccolta dell’organico), al recupero delle eccedenze alimentari, fino alle produzioni agroalimentari di qualità e biologiche, che certamente traggono beneficio se questa regione diventa finalmente la “Verde Umbria”.

Come si dovrebbe intervenire?
La soluzione sta nel dividere le funzioni delle aziende di servizio: ovvero chi gestisce lo smaltimento in discarica non può e non deve gestire anche il processo di raccolta differenziata perché in questo modo la spinta a produrre scarti sarà sempre maggiore di quella a produrre materia prima seconda.
Stesso risultato si potrebbe ottenere adeguando i prezzi di smaltimento verso un valore reale di gestione attraverso una tassa aggiuntiva (ecotassa) o con sistemi di incentivazione raccolte e disincentivazione smaltimento.
Cambiando i fattori il risultato non cambia: se la discarica costa poco, la raccolta differenziata non funziona e tanto meno il riciclaggio.
(1) Il costo dello smaltimento in discarica è molto variabile nelle regioni italiane, così come dimostrato nel dossier “Italia rifiuti free” di Legambiente del 2013. Il valore di riferimento di questo studio è quello suggerito dal CIC nel rapporto del 2013 ma ad oggi i costi potrebbero essere anche più alti.
Legambiente Umbria
Cittadinanzattiva Umbria

 

Pubblicato il24 ottobre 2016

NELL’ORGANICO DEL PERUGINO POCO ORGANICO E TANTA PLASTICA. E I COMUNI CHE FANNO? Prende il via un approfondimento sulla gestione dei rifiuti in Umbria a cura di Legambiente Umbria e Cittadinanzattiva Umbria. Si comincia con la raccolta della frazione organica: un po’ di numeri che chiariscono la qualità dell’organico raccolto in Umbria e soprattutto nel perugino e qualche domanda che rivolgiamo ai sindaci.

rifiutiI dati illustrati alcuni giorni fa da ARPA Umbria a Fa la cosa giusta, la fiera che si è tenuta a Bastia, sono allarmanti e deprimenti perché fanno emergere e confermano in maniera netta come la raccolta dei rifiuti organici fatta con i cassonetti stradali o con la raccolta di prossimità (che poi è molto simile), dove non si applica il porta a porta, sia in realtà un ottimo modo per riempire le discariche più che per recuperare materia organica tramite compost.

 Guardando nel dettaglio lo studio che ARPA ha commissionato alla Scuola Agraria del Parco di Monza, e che riguarda una estesa campagna di analisi merceologiche dei rifiuti indifferenziati e organico consegnati agli impianti di trattamento in Umbria, si evidenziano essenzialmente due cose: che nella frazione indifferenziata c’è ancora tanto organico (almeno il 30%) e nell’organico tanto materiale non conforme (principalmente plastica ma anche vetro e altro ancora).

 Dato che la maggior parte dei rifiuti urbani prodotti dai cittadini e dalle attività economiche umbre è dato dall’organico e verde, il 30-40%% dei rifiuti complessivi, questa quota di rifiuti può essere intercettata e recuperata con la raccolta differenziata, a patto che si faccia bene, cioè con il porta porta integrale (organico compreso) in cui si dimostra che le percentuali di impurità possono essere anche dell’ordine dell’1-2%.

 Se invece si continua a raccogliere i rifiuti con i contenitori stradali come avviene ora nella maggior parte dell’Umbria, a cominciare dai comuni del perugino gestiti da Gesenu, si ottengono i risultati della tabella sottostante, che mostra la percentuale di impurezze nella frazione organica, mettendo chiaramente in evidenza che la qualità della raccolta la fa il porta a porta integrale:

COMUNE

DIMENSIONI COMUNE

GESTORE RACCOLTA

MODALITA’ DI RACCOLTA

% MATERIALE COMPOSTABILE

(indice di performace)

Narni

PRINCIPALE

ASM

PORTA A PORTA

99,3%

Narni

PRINCIPALE

ASM

PORTA A PORTA

99,0%

Castel Giorgio

MINORE

COSP TECNO SERVICE

PORTA A PORTA

99,0%

Monte Franco

MINORE

ASM

PORTA A PORTA

99,0%

Terni

CAPOLUOGO

ASM

PROSSIMITA’

98,80%

COMUNE

DIMENSIONI COMUNE

GESTORE RACCOLTA

MODALITA’ DI RACCOLTA

% MATERIALE COMPOSTABILE

(indice di performace)

Todi

PRINCIPALE

GESENU

PROSSIMITA’

49,40%

Perugia

CAPOLUOGO

GESENU

PROSSIMITA’

61,50%

Umbertide

PRINCIPALE

PORTA A PORTA

PORTA A PORTA

64,10%

Bettona

MINORE

GESENU

PROSSIMITA

68,1%

Perugia

CAPOLUOGO

GESENU

PROSSIMITA’

72,90%

*dati puntuali e esemplificativi estratti dalla “Relazione analisi merceologiche su RUR (200301) e FORSU (200108) raccolti in UMBRIA” a cura della Scuola Agraria del Parco di Monza (giugno 2016)

Laddove non si fa il porta a porta la qualità della raccolta è scadente, addirittura Todi raccoglie più materiale non compostabile (soprattutto plastica) che materiale compostabile (cioè vero organico), ma molto male fanno anche Perugia, Umbertide e Bettona. Sì perché nell’organico raccolto con lo stradale, di organico c’è poco, c’è molta plastica, e nei comuni dove scelleratamente si mettono i pannolini e gli assorbenti nell’organico (cioè nei comuni gestiti da Gesenu, con l’unica eccezione di Bastia) gran parte di quella plastica sono proprio pannolini!

Non ci risulta che nel resto d’Italia ci siano altri gestori che siano tanto fantasiosi nella collocazione dei pannolini. Ma quali sono i comuni che mettono più pannolini nell’organico? Sempre loro, Todi, Umbertide, Perugia e Bettona.

COMUNE

DIMENSIONI COMUNE

GESTORE RACCOLTA

MODALITA’ DI RACCOLTA

% PANNOLINI

Todi

PRINCIPALE

GESENU

PROSSIMITA’

22,8%

Todi

PRINCIPALE

GESENU

PROSSIMITA’

16,20%

Umbertide

PRINCIPALE

GESENU

PORTA A PORTA

14,4%

Perugia

CAPOLUOGO

GESENU

PROSSIMITA’

13,4%

Todi

PRINCIPALE

GESENU

PROSSIMITA’

12,80%

*dati puntuali e esemplificativi estratti dalla “Relazione analisi merceologiche su RUR (200301) e FORSU (200108) raccolti in UMBRIA” a cura della Scuola Agraria del Parco di Monza (giugno 2016) - comuni con una maggiore percentuale di pannolini rilevata nella campagna estiva

COMUNE

DIMENSIONI COMUNE

GESTORE RACCOLTA

MODALITA’ DI RACCOLTA

% PANNOLINI

Todi

PRINCIPALE

GESENU

PROSSIMITA’

38,00%

Umbertide

PRINCIPALE

GESENU

PORTA A PORTA

29,40%

Perugia

CAPOLUOGO

GESENU

PROSSIMITA’

27,60%

Perugia

CAPOLUOGO

GESENU

PROSSIMITA’

18,80%

Bettona

MINORE

GESENU

PROSSIMITA’

17,80%

*dati puntuali e esemplificativi estratti dalla “Relazione analisi merceologiche su RUR (200301) e FORSU (200108) raccolti in UMBRIA” a cura della Scuola Agraria del Parco di Monza (giugno 2016) - comuni con una maggiore percentuale di pannolini rilevata nella campagna

invernale

Nel giugno scorso destò malumore e rimostranze la decisione di Legambiente di non assegnare il premio comuni ricicloni ai comuni umbri (vedi link), in particolare a Bettona, che aveva il dato di raccolta differenziata più elevato. Fu una scelta politica dettata dalle tante, troppe perplessità che avevamo espresso negli anni circa le modalità di raccolta dell’organico, oggi finalmente resa evidente nella sua correttezza anche dai numeri che mostrano come la gestione dei rifiuti dell’area del perugino sia inefficiente soprattutto nella raccolta dell’organico, con il paradosso che se non mettessero i pannolini nell’organico alcuni comuni non raggiungerebbero quelle percentuali elevate di raccolta differenziata per cui avrebbero potuto vincere la classifica di Comuni Ricicloni. Dunque a maggior ragione e con maggiore convinzione, poniamo una domanda a Gesenu e a coloro che avevano rumoreggiato contro Legambiente: perché l’associazione ambientalista avrebbe dovuto premiare l’inefficienza e un dato non corretto?

La situazione è peraltro aggravata da un’interdittiva antimafia per il principale gestore umbro e da un’inefficienza impiantistica riportata sempre nel report di ARPA, che trasforma la già scarsa qualità della raccolta in un enorme quantitativo di scarti che vanno a finire in discarica con alti costi per l’ambiente e la collettività.

Nonostante tutti, politici e tecnici conoscano dettagliatamente le problematiche e le possibili soluzioni, non è cambiato nulla né nelle modalità di raccolta né nell’ammodernamento degli impianti di trattamento. Anzi, l’unico atto concreto è stata la vendita della quota del gruppo Cerroni, autentico imperatore romano dei rifiuti, ad una società che da vent’anni collabora strettamente e proficuamente con il gruppo Cerroni (vedi link), che tra l’altro ha nel suo core business il trasporto dei rifiuti e non certo la raccolta differenziata.

Ma di fronte a tanto immobilismo e inefficienza, cosa fanno i Comuni? come richiamano i propri gestori a una maggiore qualità nella raccolta? Il comune di Perugia è perfino azionista con una quota rilevante di Gesenu spa, ma in realtà che peso ha, e cosa intende farne di questo peso?

Sono domande che attendono immediata risposta.

Torneremo sull’argomento, mostrando i veri costi (ambientali e monetari) di tutti gli scarti prodotti, perché è sempre più urgente dare piena attuazione alla Delibera di Giunta 34/2016, che obbliga i comuni a riprendere in mano la governance e la responsabilità del ciclo dei rifiuti, per troppo tempo demandata esclusivamente ai gestori tecnici, con i risultati deprimenti che abbiamo raccontato.

Cittadinanzattiva Umbria

Legambiente Umbria