Una riflessione di Giustino Trincia sulle organizzazioni dei consumatori a partire dalle primarie del PD

Primarie che ci interpellano

Tre milioni di cittadini che prendono parte alle primarie del Partito Democratico, sono linfa preziosa per la nostra democrazia. Ci dicono che c’è grande voglia di contare, di decidere, di partecipare direttamente e di guardare avanti. L’auspicio, per il bene di tutti, è che anche dal centro destra ci si muova in questa direzione. Le primarie non sono la panacea per risolvere la grave crisi che da decenni colpisce i partiti italiani. Esse, però, possono aiutare molto a sciogliere uno dei nodi cruciali di questa crisi, cioè la selezione dei loro gruppi dirigenti, spesso improntata ai soli criteri dell’immagine e della visibilità, a discapito della competenza, dell’esperienza e della coerenza.

Queste primarie interpellano però pure il variegato mondo dell’attivismo civico nel nostro Paese e il modo con cui al suo interno, penso in particolare al terzo settore, alle associazioni di promozione e di tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori, si selezionano prima e si legittimano poi i rispettivi gruppi dirigenti. Che peso effettivo hanno gli aderenti alle nostre associazioni per quanto riguarda proprio la scelta dei rispettivi leader?

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