Lettera aperta all’assessore Barberini sui servizi per la salute mentale. Cittadinanzattiva tra i promotori

PERUGIA 19 LUGLIO 2017

Le scriventi associazioni di familiari , di persone affette da disturbi della salute mentale riunite in coordinamento regionale:

 

  • APS Coraggio;
  • Capodarco/L’ottavo Giorno;
  • Cittadinanzattiva;
  • Le Fatiche d’Ercole;
  • Itaca (in costituzione)
  • Madre Coraggio;
  • Liberi di Essere Rosa;
  • La Via dei Canti;
  • TuttiColoridelCielo
  • Joy&Co

 

 

facendo seguito dell’incontro del 27 aprile 2017, presso gli uffici della Direzione Regionale Salute e Coesione Sociale, manifestano la necessità di ribadire alcuni punti fondamentali di seguito esplicitati, per il riconoscimento ed il rispetto dei diritti delle persone che affrontano problematiche psichiatriche:diritto a cure adeguate, all’assistenza e all’autonomia, e che questi trovino programmazioni   pronte ed efficaci d’intervento, nel redigendo Piano Sanitario Regionale.

 

Chiedono altresì che tutte le istituzioni coinvolte si adoperino affinché quanto già assunto il 10 giugno 2016  in  sede di III° Commissione Consiliare  Permanente della Regione Umbria, e quanto ribadito il 27 aprile 2017, trovi piena realizzazione.

Chiedono inoltre che la Regione dell’Umbria e le Aziende Sanitarie tutte, diano attuazione   alle richieste che seguono  in tempi brevi  :

  1. Realizzazione della cartella clinica, Ospedaliera e dei Centri di Salute Mentale del paziente, in formato elettronico, disponibile INTRA e INTER aziendale. Tale cartella contenente la personale storia clinica, la diagnosi e le terapie effettuate, favorirebbe una maggiore comunicazione tra medico di famiglia e specialisti; agevolerebbe la continuità, l’analisi e la valutazione delle cure, la prescrizione e/o somministrazione di farmaci ovunque il paziente si trovi o abbia necessità di intervento. (L’incremento delle prescrizioni di antidepressivi di oltre l’80 per cento nel periodo 2005-2014 rende ormai indispensabile a tutti coloro che si occupano della salute, l’utilizzo di un sistema razionale ed efficace che documenti la storia del paziente e che renda disponibile il piano terapeutico in tempo reale).

 

  1. Istituzione nell’S.P.D.C. di posti letto dedicati e riservati sia per patologie che per età, in ottemperanza di quanto è stabilito dalla legge regionale. E’ auspicabile che il numero dei posti letto disponibili sia adeguato al numero degli abitanti del territorio stesso e che abbiano dislocazione omogenea sul territorio regionale. L’OMS stima addirittura che nel 2030 il disturbo psichiatrico in età evolutiva ed adolescenziale sarà la patologia cronica più diffusa.

 

  1. Definizione di un piano personalizzato volto ad agevolare il percorso di guarigione da un lato (accoglienza, presa in carico, cura), il processo di reinserimento sociale delle persone malate dall’altro (in base alla diagnosi, ove possibile, accompagnamento al lavoro con piena applicazione della legge 68/99 tramite il centro per l’impiego, reinserimento scolastico) al fine ultimo del raggiungimento di autonomia e indipendenza. I servizi territoriali sanitari e sociali devono garantire a tutti il processo di riabilitazione psichiatrica all’interno del proprio territorio, sfruttando le sinergie pubbliche e private del territorio stesso, non ultimo le organizzazioni del volontariato civico, senza mai rinunciare al suo ruolo primario di progettazione, non delegando il coordinamento, la regia, la verifica ed il controllo ad altri.

 

  1. Istituzione di un tavolo di lavoro permanete tra gli uffici regionali e il coordinamento delle associazioni dei familiari, al fine di poter verificare l’efficacia della attuazione delle misure previste dalla programmazione regionale e poter apportare correttivi in corso di applicazione.

 

 

 

 

 

 

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