“Spazzatura d’oro connection”: Cittadinanzattiva Umbria ha chiesto di costituirsi parte civile

Cittadinanzattiva Umbria, per il tramite dell’avv. Silvia Barontini, ha chiesto all’udienza di questa mattina di costituirsi parte civile nell’ambito del processo scaturito dall’inchiesta «Spazzatura d’oro», che ha coinvolto in particolare i vecchi vertici di Gesenu, Tsa e Gest.
Secondo l’ipotesi accusatoria il processo è «incardinato per i reati, anche associativi, inerenti traffico di
rifiuti, gestione illecita di rifiuti, inquinamento ambientale, falso in registri e in atto pubblico, frode in pubbliche forniture e truffa aggravata, con conseguente illecito arricchimento dei gestori locali del servizio e pari danno dei comuni partecipanti all’Ati 2 della Provincia di Perugia»
Il quadro che emerge risulta molto lontano dalla gestione virtuosa sollecitata più volte da Cittadinanzattiva Umbria e finalizzata ad abbandonare le discariche, come soluzione finale, per migliorare la qualità della raccolta differenziata ed il ciclo del recupero, in linea con i principi dell’economia circolare legiferata dall’Europa.
Proprio ai fini della legittimatio ad causam di Cittadinanzattiva Umbria nel presente procedimento, sono le proposte, le azioni, le iniziative, le denunce poste in essere dall’associazione, soprattutto negli anni tra il 2010 e il 2016, con l’obiettivo di monitorare la qualità effettiva dei servizi ambientali erogati in Umbria e promuovere una partecipazione attiva dei cittadini al monitoraggio dei servizi in tema di rifiuti.
Cittadinanzattiva Umbria, con profusione di energie e risorse, si è spesa in numerose azioni proprio per la tutela ambientale e una corretta gestione dei rifiuti nei territori in cui si sono perpetrati i fatti di reato.
La legittimazione a costituirsi parte civile di Cittadinanzattiva Umbria non deriva dal solo fatto che tale associazione abbia posto la tutela ambientale del proprio territorio come scopo del sodalizio, né deriva dalla circostanza che l’associazione abbia le proprie articolazioni locali nei territori interessati dai fatti di reato per cui si procede, ma deriva, soprattutto dalla concreta attività che detta Associazione ha svolto – in nome proprio e attraverso le persone riconducibili ad essa – per la tutela della specifica situazione ambientale, che ha portato alla genesi ed allo sviluppo delle indagini preliminari.