E se il servizio non va io che faccio? a Spoleto si fa cosi’ (di Anna Rita Cosso)

RIPRENDIAMO DA WWW.CIVICOLAB.IT L’INTERVENTO DELLA SEGRETARIA REGIONALE DI CITTADINANZATTIVA UMBRIA

Nonostante la calura estiva la cittadinanza attiva non va in vacanza. Se il Governo parla di servizi pubblici solo per sottolineare il peso che questi rappresentano per le finanze pubbliche, Cittadinanzattiva si preoccupa che i servizi funzionino bene e che rispondano allo scopo per il quale sono stati organizzati. I costi vengono dopo dato che i servizi pubblici sono tali perché rispondono ad un interesse generale e dato che le finanze pubbliche sono costituite dalle imposte e tasse che vengono pagate dai contribuenti i quali hanno il diritto di decidere come spenderle.

Ovviamente non voglio semplificare ciò che è complesso, ma, insomma, bisogna pure dire le cose come stanno cercando di evidenziare l’essenziale. Sprechi, ruberie e clientelismo sono i nemici dei cittadini e dei loro diritti ed è singolare che quando si parla di servizi si mette in luce il costo per la collettività più che le esigenze che vengono soddisfatte e non ci si ricorda mai che l’efficienza, l’onestà e la trasparenza sono dovute qualunque sia il tipo di gestione e la proprietà dell’azienda che la effettua.

Resta il fatto che gli apparati dello Stato (che comprende Regioni ed enti locali) esistono per far funzionare quel complesso meccanismo che è la vita della collettività e che, a prescindere dalla diatriba pubblico-privato, se il servizio si chiama comunque pubblico significa che è affare di tutti.

Come in molti sanno il comma 461 della legge 244/2007 aveva ridisegnato il sistema dei controlli nei servizi locali introducendo la grande novità della partecipazione dei singoli cittadini e delle loro associazioni. Questa legge che potrebbe dare un grande aiuto alla riorganizzazione dei servizi e alla loro “depurazione” dalle tentazioni della corruzione e dello spreco, non è stata attuata. Forse la responsabilità sta un po’ in tutti quelli che la legge stessa chiama ad agire: enti locali e associazioni dei consumatori. Ognuno per la sua parte non hanno trovato finora la chiave giusta per aprire la porta di un sistema di gestione e di controllo aperto alla partecipazione e diretto ad una maggiore efficacia.

In questo contesto Cittadinanzattiva dell’Umbria ha deciso di agire e di farlo proprio in piena estate. A Spoleto è partito un monitoraggio a tappeto dello stato delle strade sia per quanto riguarda la pulizia, che l’arredo, che lo stato dell’infrastruttura (sede stradale e marciapiedi), che la situazione del verde pubblico. Anche lo stato della raccolta rifiuti è stata coinvolta nel monitoraggio al quale hanno aderito molti cittadini che hanno ritirato i moduli per le segnalazioni e che si sono rivolti sia al telefono della sede locale dell’associazione, sia al sito internet, sia direttamente con la riconsegna dei moduli compilati. Insomma ciò che percepisce il cittadino nello spazio pubblico nel quale vive è ricompreso in questa indagine aperta a tutti. La risposta è stata molto soddisfacente e la partecipazione di assoluto rilievo tanto che tutti gli organi di informazione locale ne hanno parlato diffusamente.

Con questa iniziativa Cittadinanzattiva ha voluto dimostrare che attuare la partecipazione dei cittadini non è poi così complicato come  potrebbe sembrare e che basta partire per veder realizzata una parte del lavoro. Ora si tratta di mettere a frutto l’esperienza fatta e di proseguire sulla strada del coinvolgimento che è compito precipuo delle associazioni dei cittadini. Spetta all’ente locale favorire e sostenere questa attività ed inserirla nel solco dell’attuazione del comma 461.

Chiamare i cittadini a segnalare, valutare e giudicare è la via giusta per migliorare i servizi e rafforzare la democrazia in ambito locale. E per rispondere alla domanda: se questo non va e quello pure io cittadino che ci posso fare? A Spoleto Cittadinanzattiva ha dato una risposta e una soluzione.

Anna Rita Cosso segretaria di Cittadinanzattiva dell’Umbria