Federalismo in sanità. L’intervento di Liliana Ciccarelli di Cittadinanzattiva alla IX Sessione annuale del CNCU

Liliana Ciccarelli(da Help Consumatori) Liliana Ciccarelli, responsabile conciliazioni di Cittadinanzattiva, ha affrontato il tema del federalismo in sanità. “In Italia i cittadini fanno i conti con un federalismo sanitario dal 2001. Un esempio ne sono i LEA, Livelli Essenziali di Assistenza. Questi – ha spiegato Ciccarelli – sono stati un punto di svolta nel momento in cui si è passati ad una logica nuova: quella secondo cui tutti gli italiani hanno diritto alle stesse prestazioni sanitarie, dello stesso livello di qualità. Oggi, però, i LEA sono diventati, per alcune Regioni, il livello massimo di prestazioni uguali per tutti, mentre per altre sono il livello minimo”. Liliana Ciccarelli ha sottolineato il fatto che l’obiettivo positivo legato all’introduzione dei LEA si è perso nel tempo, anche perché i LEA sono fermi da 10 anni. “Si è tentato più volte di aggiornarne l’elenco, ma non siamo ancora riusciti a farlo. A questo punto ci si chiede per quale motivo in Italia servizio universale diventa sinonimo di servizio obsoleto”. Secondo Ciccarelli il nuovo elenco dei LEA dovrebbe includere le cure odontoiatriche, l’assistenza domiciliare, che oggi è inadeguata in termini di quantità e di qualità, la riabilitazione, le malattie rare, nomenclatore tariffario delle protesi e degli ausili. Ma l’elenco potrebbe essere ancora lungo. Come si può garantire tutto questo in termini economici? “Ci sono delle condizioni essenziali per il federalismo – ha concluso Ciccarelli – una corretta ripartizione delle risorse, una corretta considerazione dei bisogni territoriali e una definizione di standard di base uguali per tutti”.