“INSIEME SI E’ PIU’ FORTI IL DIRITTO EUROPEO ALLA SALUTE” Senigallia, 18 aprile 2009

Intervento di Giustino Trincia, responsabile delle politiche europee dei consumatori e delle politiche internazionali di Cittadinanzattiva.

Premessa

E’ un onore e un piacere per me essere qui con voi per celebrare insieme questa III Giornata Europea per i diritti dei cittadini malati. Ringrazio dunque gli amici del Movimento che mi hanno invitato, le istituzioni e le autorità che hanno deciso di sostenere e di prendere parte a questo appuntamento, i rappresentanti delle altre organizzazioni civiche che sono qui con noi non tanto per prendere parte ad una iniziativa che è solo nostra – di Cittadinanzattiva –  ma soprattutto per condividere un percorso che non può che essere comune: quello di far crescere la consapevolezza e l’esperienza dell’essere tutti noi cittadini europei.

Ecco se io dovessi attribuire un significato più profondo, più generale ad eventi di questo genere, lo individuerei nella necessità di rivestire il principio e il diritto più astratto della cittadinanza europea – una grande conquista, unica nel mondo – dei suoi contenuti più concreti, più pratici, quelli legati alla vita quotidiana dei 500 milioni di cittadini che vivono nei 27 Paesi che oggi compongono l’Unione Europea.

Parlare dunque della Carta europea dei diritti del malato come facciamo oggi in una cinquantina di città italiane e nella gran parte dei Paesi dell’UE, significa confrontarsi con quelle situazioni di necessità, di aiuto, di solidarietà, di dipendenza dall’altro e dagli altri, in cui si ritrovano o possono facilmente ritrovarsi moltissimi cittadini ad ogni latitudine e di ogni lingua nel territorio di quello che un giorno, presto, almeno io personalmente  mi auguro possa diventare gli Stati Uniti di Europa.

Nel mio contributo desidero soffermarmi con voi sui seguenti due punti: la Giornata Europea per i diritti del malato e l’importanza dell’Europa.

1. Perché una Giornata Europea per i Diritti dei Pazienti?

I diritti dei pazienti stanno diventando un tema di crescente interesse per le istituzioni e per i diversi soggetti portatori d’interesse – gli stakeholder – dell’Unione Europea, specialmente in relazione alla nuova Direttiva sui diritti dei pazienti e le cure transfrontaliere presentata a luglio 2008. �

Cittadinanzattiva, come noto, si è mossa su questo terreno da alcuni anni, in virtù della straordinaria esperienza d’impegno civico maturata in ormai trenta anni in Italia grazie al Tribunale per i diritti del malato. Questa Giornata in effetti ha radici profonde che, per quanto ci riguarda qui in Italia, affondano proprio nell’esperienza, nei successi e negli insuccessi, incontrati in centinaia di città italiane, in molte strutture ospedaliere e sanitarie del territorio, su quel terreno di frontiera e d’innovazione per l’impegno civico tracciato negli anni proprio dal Tribunale per i diritti del malato. Se oggi possiamo parlare di una Carta europea dei diritti del malato, noi qui in Italia, sappiamo di avere dato un contributo decisivo anche nella dimensione europea, perché proprio qui in Italia si affermò anni fa ormai, grazie al Tribunale per i diritti del malato, il movimento delle Carte dei diritti del malato, proclamate in decine di città italiane, in tutte le regioni, sulla base della raccolta delle segnalazioni, delle testimonianze, delle proteste e delle proposte di decine di migliaia di cittadini comuni, riguardo la loro esperienza nei rapporti con i servizi sanitari.

Da alcuni anni Cittadinanzattiva ha iniziato ad operare in maniera più intensa proprio nella dimensione europea, costituendo allo scopo una propria rete, denominata   Active Citizenship Network (ACN)1.

ACN, insieme ad un gruppo di Organizzazioni di cittadini di altri Paesi dell’UE, nel 2002 ha redatto la Carta Europea per i Diritti del Malato, che contiene i seguenti 14 diritti: Diritto a cure preventive, all’accesso, all’informazione, al consenso, alla libera scelta, alla privacy e confidenzialità, diritto al rispetto del tempo dei pazienti, al rispetto degli standard di qualità, alla sicurezza, all’innovazione, ad evitare sofferenze e dolore non necessari, a trattamenti  personalizzati, Diritto al reclamo, diritto al risarcimento. Tutti questi diritti, basati sulla carta dell’Unione Europea dei Diritti Fondamentali dell’Uomo, sono fondamentali rispetto alla relazione cittadini europei e assistenza sanitaria.

Il rafforzamento di questi diritti diventerà effettivo solo con la collaborazione e l’impegno di tutti i soggetti che si occupano di salute in ogni Paese dell’Unione Europea. E’ per questo indispensabile accrescere la consapevolezza sull’importanza dei diritti dei pazienti e sulla responsabilità di ognuno nel garantire il loro rispetto.

E’ per questo che riteniamo che celebrare la Giornata Europea per i Diritti del Malato ogni anno in tutti i Paesi membri dell’Unione Europea possa contribuire a raggiungere quest’obiettivo. Sarebbe un’occasione comune per informare, discutere, e prendere impegno a promuovere i diritti dei pazienti in Europa e in ogni stato membro.

Insieme si è più forti, è il titolo di questa iniziativa ma è anche l’indicazione della strada da seguire per riuscire a raggiungere l’obiettivo che ci siamo dati di istituire e di rendere stabile in Europa la celebrazione di questa Giornata.

La prima Giornata dei Diritti del Malato nel 2007 è stata celebrata nel Parlamento Europeo il 29 marzo 2007 con oltre 180 delegati da 25 paesi in rappresentanza degli interessi dei

pazienti, del pubblico, dei politici, di chi fornisce assistenza sanitaria, dei legislatori, dei contribuenti e delle industrie partecipanti. L’evento si è concluso con l’impegno di ACN e delle organizzazioni partecipanti di spingere per l’istituzionalizzazione della Giornata Europea, l’adozione della Carta, e la campagna per la sua implementazione in tutti i paesi insieme alla celebrazione della seconda Giornata Europea per i Diritti del Malato in tutti i paesi dell’Unione Europea.

A questo sono seguite due risoluzioni parlamentari. In seguito Il comitato Europeo Sociale ed Economico (CESE) ha approvato un parere sui Diritti dei Pazienti che “accoglie e riconosce la Carta Europea dei Diritti del Malato, promossa da ACN nel 2002”. All’interno dello stesso parere Il CESE chiede alla Commissione Europea di stabilire una Giornata dei Diritti dei Pazienti, come da noi richiesto durante la prima Giornata Europea dei Diritti del Malato.

La seconda Giornata Europea per I Diritti del Malato 2008 è stata celebrata in 26 paesi il 18 aprile 2008, con 80 eventi nazionali e locali. La Carta è stata tradotta in 16 lingue, e dépliant e poster sono stati distribuiti in tutti gli eventi. Le attività della Giornata Europea dei Diritti del Malato hanno ricevuto il patrocinio del Parlamento Europeo, del Commissario Europeo Androulla Vassilliou e del Comitato Europeo Economico e Sociale. (CESE).

L’obiettivo della III Giornata Europea per I Diritti del Malato 18 aprile 2009

E’ quello di far si che la Giornata Europea dei diritti del malato venga istituzionalizzata, cioè resa stabile ogni anno, da parte del Parlamento Europeo e di pervenire a una qualche forma di riconoscimento ufficiale della Carta Europa dei diritti del cittadino malato.

Vogliamo raccogliere un milione di firme per sostenere questa richiesta in maniera tale da rendere irreversibile per il Parlamento Europeo il dovere di confrontarsi seriamente con questo tipo di richieste. Chiediamo a tutti i presenti di sostenere questa richiesta, sostenendoci nella raccolta di firme. Chiediamo ai candidati alle prossime elezioni europee di rendersi disponibili a sostenere questa richiesta.

A giugno 2009 ci saranno le elezioni parlamentari europee. Quale migliore occasione per parlare di questi temi? Noi non siamo un partito e non partecipiamo alle elezioni politiche, ma non siamo però indifferenti, né sottovalutiamo l’importanza dell’esercizio del diritto – dovere del voto anche nelle elezioni europee.  Per questa ragione, la Giornata Europea per i Diritti del Malato è un’occasione importante per i cittadini per dare voce alle proprie opinioni, necessità e aspettative visto il ruolo che l’Europa dovrebbe giocare con i suoi parlamentari e i diversi candidati, rispetto alla salute e all’accesso ai  Servizi Sanitari.  Permettetemi di ricordare che proprio nel 2009 ricorrono trenta anni dalle prime elezioni a suffragio universale del Parlamento europeo: facciamo attenzione non è una semplice ricorrenza, è, piuttosto, una occasione per accrescere la consapevolezza del percorso che abbiamo già compiuto per rendere sempre più sovrani i cittadini d’Europa, sulle scelte, sulle decisioni che li riguardano direttamente.  Certo la

strada da fare è forse più di quella che abbiamo già compiuto – penso alla urgenza di dotarci di una Costituzione Europea – ma dobbiamo anche essere consapevoli di quanto già realizzato, per poter acquisire la consapevolezza che ci sono le energie, le risorse che servono per aumentare il senso di appartenenza alla cittadinanza europea.

E’ urgente secondo noi promuovere anche una discussione, a livello nazionale, sulla proposta europea per la Direttiva sui diritti dei pazienti per le cure trasfrontaliere. E’ urgente confrontarsi anche su quale sia il livello di rispetto dei singoli diritti contenuti nella Carta Europea dei diritti del malato, in ogni singolo Paese dell’UE. Anche qui nelle Marche, come nel resto del Paese, è indispensabile un confronto serrato e costruttivo su quale sia il livello di promozione prima e di rispetto poi dei diritti dei cittadini malati.

Questa Giornata dunque è un’occasione preziosa anche per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito alla Carta Europea per i Diritti del Malato e per discutere con altri attori del sistema sanitario nazionale strategie comuni volte a migliorare l’attuazione dei diritti dei pazienti.

Come sapete, infine, come Cittadinanzattiva abbiamo colto l’occasione del Giornata Europea per promuovere una raccolta di aiuti a favore delle popolazioni dell’Abruzzo così gravemente colpite dal terremoto del 6 aprile scorso.

2.  L’importanza dell’Europa

Vorrei concludere questo intervento sottolineando proprio l’importanza dell’Europa per noi tutti. In qualche modo ciò è già chiaro, avendo trattato dei diritti dei cittadini malati. Avverto però spesso il decifit d’informazione, di consapevolezza che c’è nella pubblica opinione riguardo alla densità, alla portata della presenza della dimensione europea già oggi nella nostra vita quotidiana.

C’è molta più Europa tra di noi, nella vita di tutti i giorni, di quanto si possa immaginare. Molti però non lo sanno e allora diventa facile parlare male dell’Europa, chiudersi nel proprio angusto orticello, rifiutare il confronto con le sfide e con le opportunità che vengono offerte da confini molto più lontani di quelli a cui noi siamo abituati.

Ogni cittadino che nasce sul territorio dell’UE ha da subito una doppia cittadinanza: quella del proprio Paese di nascita e quella Europea. Non c’è un esempio analogo nel mondo! Siamo cittadini, titolari di diritti, doveri, poteri e responsabilità, prima ancora che consumatori di beni e di servizi! Il primato della dimensione unitaria della cittadinanza, rispetto a quello delle tante dimensioni in cui spesso ci troviamo relegati dalla mania classificatoria di troppi legislatori – consumatori, disabili, immigrati, anziani, giovani, donne, disoccupati, volontari, ecc. – è un primato che occorre rilanciare per far capire meglio cosa significhi essere cittadini europei.�

Per contribuire a questo, voglio solo leggervi i diciotto tipi di diritti derivanti dall’essere cittadini, su cui l’UE ha svolto e sta svolgendo con le sue leggi, i suoi Regolamenti e le Direttive, un ruolo da protagonista, un ruolo trainante rispetto ai singoli Stati, per affermare in pratica, concretamente, la dimensione dell’essere un cittadino europeo.

    • Al Lavoro
    • Alla Cittadinanza Europea
    • Alla Informazione, alla Comunicazione e Libertà di espressione
    • Alla Integrazione
    • Libera circolazione di merci, persone, servizi, capitali
    • Partecipazione e Consultazione
    • Privacy e Protezione dei dati personali
    • Protezione della Salute
    • Scelta e Concorrenza
    • Sicurezza Alimentare
    • Sicurezza dei Prodotti
    • Tutela dell’Ambiente e Sviluppo sostenibile
    • Pari Opportunità
    • Studio e Formazione permanente
    • Accesso agli Atti e Trasparenza
    • Accesso ai Servizi d’interesse generale
    • Accesso alla Giustizia
    • Viaggiare.

    L’importanza e l’attualità dell’Europa non sta solo in questo elenco che, per quanto riguarda noi italiani, ci da anche la misura di quanto l’Europa sia stata decisiva, fondamentale, per rafforzare nel nostro Paese la posizione e la possibilità di tutela dei cittadini consumatori.

    L’importanza e l’attualità dell’Europa sta ancora di più nel messaggio di pace e di sviluppo che costituì la ragione prima della sua nascita.

    La Pace e lo sviluppo sono ancora al centro dell’agenda dell’Europa, del suo significato più profondo. L’attualità ce lo fa comprendere in maniera stringente.

    Non potremo mai uscire dalla più grave e dalla più globale crisi che il modo che sta attraversando, senza promuovere una forte coesione tra i 500 milioni di cittadini europei, senza una forte cooperazione tra gli stati, tra le economie dei diversi paesi, senza una stretta collaborazione tra le istituzioni pubbliche  e finanziarie del nostro continente.

    C’è più che all’orizzonte una ripresa della corsa agli armamenti  nel mondo,  ci sono numerosi conflitti in atto in molte regioni del mondo, ci sono forti preoccupazioni attorno alla proliferazione delle armi nucleari – le vicende dell’Iran e della Corea del Nord  non possono preoccuparci. Una delle grandi vocazioni dell’Europa  – un Europa teatro ed origine delle ultime due guerre mondiali che hanno causato decine di milioni di vittime   – è proprio la pace. Abbiamo ormai una tradizione anche d’impegno civico su questo terreno che dobbiamo rilanciare. Io spero, ad esempio, che in molte città e regioni d’Europa vi sia una adesione massiccia alla I Marcia mondiale per la pace e la non violenza2 che si svolgerà in circa 100 Paesi nel mondo dal prossimo 2 ottobre (anniversario della nascita del Mahatma Gandhi) al 2 gennaio 2010, perché dobbiamo far vedere che c’è una resistenza popolare, pacifica, non violenta, contro le tentazioni che stanno ritornando di ricorrere alla guerra e agli armamenti nucleari per “risolvere” conflitti vecchi e nuovi.

    Per rafforzare l’impegno europeo per la pace e per rafforzare le possibilità dello sviluppo e della ripresa, non solo economica, non è indifferente il prossimo appuntamento delle elezioni del Parlamento europeo. Vorrei concludere proprio con un appello al voto.

    Votare a giugno per il prossimo Parlamento Europeo, significa per ognuno di noi poter contare e poter incidere sulle sue scelte, sulle sue decisioni e dunque sul futuro delle nostre stesse vite.

    Votare significa poter chiedere a chi sarà eletto di rendere poi conto in maniera chiara e trasparente del proprio operato, delle scelte fatte, e significa poter esercitare sugli eletti un salutare ruolo sia di proposta che di controllo.

    Votare significa sostenere una Istituzione Europea che è molto importante per i diritti dei cittadini e dei consumatori, perché può dare loro più forza e più certezza e, a tale riguardo, i diritti dei cittadini malati sono solo un esempio tra quelli possibili.

    Votare significa, infine, rafforzare il carattere democratico delle Istituzioni Europee che se di qualcosa hanno bisogno è proprio quello di rafforzare le possibilità per i cittadini e per le organizzazioni civiche come quelle qui riunite, di poter dire la loro con risultati concreti, non solo durante le campagne elettorali, ma anche e forse soprattutto, tra una elezione comunale, provinciale, regionale, nazionale ed europea e l’altra.

    Grazie per la vostra attenzione.