LE ORIGINI

Giustino Trincia

Giustino Trincia leader storico di Cittadinanzattiva dell’Umbria racconta gli inizi e lancia uno sguardo al futuro

Un nuovo sito, il federalismo delle opportunità e delle responsabilità e l’attualità della partecipazione civica.

Benvenuto sito di Cittadinanzattiva Umbria! E’ una bella notizia questa dell’avvio, il 19 marzo 2009, di un nuovo sito regionale. Non lo dico solo in quanto umbro o perché molto legato ad  alcuni principi guida di questa terra. Un nuovo sito web è un segnale di vitalità, esprime con una prosa tecnologicamente al passo con i tempi, il desiderio di esserci, di comunicare, di aprirsi e di accogliere che proviene da una delle regioni d’Italia in cui il nostro Movimento è nato. marcia della paceCittadinanzattiva, infatti, è nata per disseminazione, cioè mediante un’azione partita da diversi centri regionali se non addirittura locali e non da un unico centro che si è irradiato sul territorio nazionale.annaritacosso1981 Ricordo, perché c’ero, come Anna Rita Cosso che oggi guida con dinamismo il Movimento in Umbria, i gruppi della Lombardia, della Campania, del Veneto, del Lazio naturalmente, dell’Emilia Romagna, della Toscana ed altri ancora che diedero il primo impulso a quello che poi divenne nel 1978 il Movimento federativo democratico e dal 1998 Cittadinanzattiva (nuovo nome ufficializzato nel 2000). Pure in Umbria, come ovunque, la scintilla che provocò quel mettersi insieme fu la Ricerca sui gruppi giovanili cattolici commissionata dalla Fondazione Agnelli al Movimento politico Febbraio ’74, sorto a latere di un famoso convegno sui mali di Roma indetto dalla Diocesi di Roma (su iniziativa del cardinale Ugo Poletti, già vescovo di Spoleto). gruppettariLa nostra marcia partì, casualmente, proprio da questa splendida città umbra dove un gruppo di quasi ventenni – io, Anna Rita, Adriana, Anna, Stefania ed altri – a loro volta impegnati nel Gruppo giovanile cattolico Emmaus (guidato da don Elio Simonelli, Parroco del Duomo), animarono prima quella ricerca in tutta la nostra regione e poi, nel 1979, fondarono la sezione locale del Movimento Federativo democratico ed in particolare del Tribunale per i diritti del malato. Nei locali del sottotetto di Vicolo San Filippo, 10 della nostra città (grazie alla proprietaria, una signora anziana molto aperta ai giovani, lo sottolineo), venne aperta una delle primissime sedi del Movimento in Italia. Ben presto fummo costretti a scappare dalla nostra città, perché parlare allora di diritti del malato veniva considerato una eresia, un sovvertimento del comune modo di pensare: “gli ammalati in ospedale vanno solo per curarsi”. adrianaAvevano ragione, il nostro fu l’inizio di un sovvertimento, pacifico ma determinato e condotto ancora una volta da giovani, per portare la centro del servizio sanitario nazionale (nato nello stesso anno, il 1978), il cittadino malato con i suoi diritti. La strada compiuta da allora è stata molta ma, l’impressione, è che ancora oggi sia molta quella da fare e che dei tratti di essa vadano proprio ripercorsi per riscoprire il senso del nostro agire e della nostra presenza. Scappammo – ricordo una tristissima  assemblea pubblica nei locali della Scuola allievi infermieri di allora, dove fummo molto contestati da quelli che allora amavano chiamarsi “operatori democratici” – per operare a livello regionale, in particolare giustinoper giungere alla proclamazione della Carta dei Diritti del Malato dell’Umbria. La prima iniziativa che organizzammo fu però il Festival della partecipazione popolare, nel 1979, all’interno dell’Università degli studi per stranieri di Perugia. Una splendida rappresentazione sulle culture dei Paesi dell’Africa e delle popolazioni indiane, prodotta grazie a dei viaggi di ricerca in diversi continenti che vennero organizzati per i diversi gruppi che avevano realizzato la ricerca sul mondo cattolico giovanile, dal Movimento Febbraio ’74 e dal Centro di ricerca e documentazione Febbraio ’74.  commissione istruttoriaIl percorso che ci condusse alla Carta dei diritti del malato fu una esperienza straordinaria, oserei dire un mito di fondazione, una eccezionale opportunità di farsi le ossa sul campo, di prendere confidenza pratica con i grandi principi della democrazia e del rispetto della dimensione umana. Raccogliemmo in tutta la regione centinaia di segnalazioni di cittadini comuni, entrando negli ospedali, parlando con le persone comuni e con gli stessi operatori. In questa azione trovammo la disponibilità di un illuminato presidente della Regione Umbria, il professor Germano Marri e di un altro illustre politico (per altro spoletino anche lui), Pietro Conti. Non ci chiesero nulla, ci ascoltarono e ci diedero fiducia, non tentarono alcun tipo di condizionamento, compresero che quel gruppo di giovani e quelle persone delle diverse età ed esperienza che attorno ad essi si andavano aggregando, erano portatori di un genuino e positivo messaggio di cambiamento. collego giudicanteCirca duemila persone, nel corso della mattinata, parteciparono il 14 giugno 1981, nella principale piazza di Perugia alla proclamazione di quella Carta dei diritti del malato che venne proclamata solennemente – la prima in Italia in realtà, perché quella di Roma vide la luce un anno prima in maniera un po’ diversa ed imprevista e comunque non in piazza – da un apposito Collegio Giudicante, formato da personalità e da rappresentanti della cittadinanza attiva umbra di allora. In quei mesi avviammo l’apertura di sedi del Movimento, in particolare del Tribunale per i diritti del malato, in diversi ospedali della regione.  colleguo giudicante bisSuccessivamente iniziammo subito ad ampliare il raggio della nostra azione, occupandoci dei problemi dei prezzi dei prodotti, della carenza delle case in affitto, dei problemi dei giovani e dell’ambiente che già allora si manifestavano chiaramente. Insomma iniziammo così, molto a stretto contatto con i cittadini e con una straordinaria dedizione a coinvolgere e responsabilizzare quanti più possibile di essi. Sono convinto che da queste origini, del Movimento in generale e non solo della realtà umbra, si possano trarre degli elementi di straordinaria attualità, delle risorse preziose per l’Italia e per l’Europa. La passione dello stare in mezzo ai cittadini, di promuovere la partecipazione civica a partire da alcuni grandi contenuti ideali, arricchendola degli indispensabili strumenti tecnici d’intervento, perché, come sappiamo, l’assemblearismo e lo spontaneismo spesso allontanano i più dall’esercizio delle proprie responsabilità.marcia della pace 2 La costruzione di un movimento davvero policentrico, dunque federalista, con pari opportunità e responsabilità, secondo quella immagine del Partito dei Congressi costruito da Gandhi, dei cerchi concentrici che nell’era di internet dovrebbe essere molto più semplice da attuare, rispetto ad allora. angeli del ciclostileL’apertura al nuovo e alla innovazione nella costante ricerca di strumenti di cambiamento reale, concreto della realtà. La piena libertà d’iniziativa e di giudizio nei confronti di chiunque, soprattutto la convinzione e la fiducia di poter cambiare la realtà in cui si vive, insieme ad altri e non da soli, senza rassegnarsi a gestire la routine e a subire le logiche a volte asfissianti dell’organizzazione. “La libertà è partecipazione”, diceva una bella canzone di Giorgio Gaber  e forse non si è ben compreso che di retorico in questa affermazione c’è in realtà molto poco.

Benvenuto www.cittadinanzattiva.umbria.it !

Giustino Trincia

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