Al più presto nuove linee guida per il parto cesareo : “Tre Punto Linea Punto” (TeleTerni) interviene su un problema di scottante attualità

                  Dopo i recenti casi di cronaca e a fronte di una percentuale di parti chirurgici, il 38%, che supera del doppio la soglia fissata dall’Organizzazione mondiale della sanità (15%), il ministero della Salute punta ad accelerare le raccomandazioni che sta mettendo a punto l’Istituto superiore di sanità.  Raccomandazioni cliniche, spiegano all’Istituto, che seguono quelle già pubblicate in merito alla comunicazione tra le donne e gli operatori sanitari, con l’obiettivo di favorire scelte consapevoli e condivise sul parto e anche quello di far diminuire un numero di cesarei che lo stesso Iss definisce “allarmante”.

            Le linee guida, dovrebbero essere accompagnate da “strumenti di verifica e percorsi di implementazione delle buone pratiche” per essere davvero efficaci.  Il ricorso al parto cesareo in Italia è cresciuto, dall’11% del 1980 al 38% del 2008, ben al di sopra dei valori riscontrati negli altri paesi europei, con punte massime registrate al sud (Campania in testa con il 62%) in Umbria I parti vaginali costituiscono il 65.7% del totale. Il tasso di parti cesarei è 31.0%, con una marcata variabilità fra punti nascita.

           A Terni la percentuale di tagli cesarei dal 2000 è cresciuta progressivamente ed è rimasta costante, negli ultimi anni, al 37% in virtù del grande numero di pregressi tagli cesarei, il 48%, che vengono eseguiti. Nell’anno in corso la percentuale si sta assestando intorno al 30% grazie anche all’utilizzo, per un eventuale espletamento del parto per via vaginale nelle pazienti già cesarizzate, dello studio del segmento uterino inferiore e di una specifica valutazione anamnestica della paziente.

E proprio chi si sottopone a cesareo è più a rischio di incorrere in problemi legati al parto, che in alcuni casi possono portare alla morte.  L’indice di mortalità materna in Italia si attesta a 11,9 ogni centomila nati vivi, come ha rilevato lo stesso Istituto in un rapporto del 2010 in viene sottolineato come il dato ufficiale, basato solo sui certificati di morte, sia “sottostimato del 75%”.  Anche per questo dato, c’é una differenza tra il Nord e il Sud del Paese, con i valori più bassi registrati al Nord e in Toscana (8 morti per 100.000 nati vivi) e quelli più elevati nel Lazio (13 morti per 100.000 nati vivi) e in Sicilia (22 morti per 100.000 nati vivi). Dai dati del Ministero della salute l’Umbria risulta avere un tasso di mortalità infantile tra i più bassi delle regioni italiane”.

Sulla scorta di queste informazioni quale iniziative, quale formazione, quale riorganizzazione a Terni per migliorare ancora la situazione e garantire la massima sicurezza alle mamme e ai bambini?

 

 

A Queste domande risponderanno il Dott. Gianni Giovannini direttore generale Azienda Ospedaliera di Terni;

Il  Dott. Giampaolo Passalacqua direttore Dipartimento materno Infantile Az. Osp. di Terni;

Ospiti, domani sera (venerdì 5/11/2010) alle ore 18,30,

a Teleterni, durante la trasmissione “Tre Punto Linea punto”  , condotta da

Pietro Paolo Marconi.