FARE I CITTADINI. CORSO DI FORMAZIONE ALL’ATTIVISMO CIVICO “Rossana Santi “

Sarà Giovanni Moro docente di Sociologia politica – Dipartimento di scienze politiche dell’Università La Sapienza di Roma, ad inaugurare con una Lectio Magistralis su “La cittadinanza attiva: nascita e sviluppo di un’anomalia” il Corso di formazione all’attivismo civico intitolato alla memoria di Rossana Santi che prenderà avvio ad autunno inoltrato per iniziativa di #Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato di Spoleto.
Piace annunciarlo oggi, ad un anno esatto dalla scomparsa di Rossana, che ha dedicato la propria vita all’attivismo civico e in particolar modo al Tribunale per i diritti del malato di Spoleto, ottenendo nel 2006 anche il riconoscimento di “Spoletina dell’anno”.
La Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto sosterrà il progetto proposto da Cittadinanzattiva FARE I CITTADINI. CORSO DI FORMAZIONE ALL’ATTIVISMO CIVICO “ROSSANA SANTI” che ha partecipato al bando per i contributi anno 2020 nella categoria “Educazione, istruzione e formazione”.

Il corso si rivolge a docenti, operatori sanitari e attivisti civici (o aspiranti tali) allo scopo di fornire elementi di base per comprendere il senso ed il ruolo dell’attivismo civico nella nostra società, con un occhio particolarmente attento al territorio locale.
Il corso intende incrementare la consapevolezza delle modalità attraverso le quali si esplica l’attivismo civico, approfondendone i contenuti storici, sociologici e culturali, (Giovanni Moro docente di Sociologia politica alla Facoltà di Scienze sociali dell’Università Gregoriana di Roma), esaminandone le evoluzioni nell’era digitale (open data e civic hacking con la giornalista e attivista Rosy Battaglia) , analizzando i cambiamenti nel mondo dei servizi sanitari e della promozione della salute nell’era della pandemia . (con Carla Mariotti senior project manager di Cittadinanzattiva su “I volti della sanità nelle regioni italiane” e Erminia Battista Coordinatrice Rete Promozione Salute USL Umbria1 su come si costruiscono delle campagne efficaci di promozione della salute ), con la consapevolezza dei possibili rischi emotivi dell’attivista civico e di chi opera nelle relazioni d’aiuto (con la counsellor Cristina Marini su la sindrome del burn out), con il necessario discernimento rispetto a fake news e effetto Dunning-Kruger (Alessandro Cossu, giornalista e divulgatore su temi sanitari ed ambientali).
Il corso persegue i seguenti obiettivi:

1) formare i formatori, cioè in particolare i docenti e gli animatori di comunità affinché sappiano presentare l ‘attivismo civico tra le giovani generazioni come stile di vita positivo e accattivante;

2) promuovere la conoscenza dell’attivismo civico in campo sanitario ed ambientale tra gli operatori sanitari, affinché sappiano relazionarsi con i nuovi cittadini dotati di informazioni e soggettività forti;

3) promuovere testimonial dell’attivismo civico, cioè formare leader civici che sappiano testimoniare e vivere l’attivismo civico, suscitando corretti stili di vita, comportamenti virtuosi, consapevolezza delle dinamiche sociali, tutela dei diritti dei malati, difesa delle strutture sanitarie pubbliche .


Il progetto si pone come obiettivo di formare un gruppo di 30 persone circa suddivise tra : docenti (10), operatori sanitari (10) e soggetti civici (10). I risultati del Corso si evidenzieranno nei progetti educativi , professionali e di impegno civico che le tre categorie coinvolte produrranno al termine del corso. In particolare si auspica che i docenti riescano a realizzare nei luoghi di insegnamento dei progetti che puntino alla promozione dell’attivismo civico tra gli studenti anche in collaborazione con le reti associative esistenti; gli operatori sanitari dovrebbero adottare nella prassi quotidiana modalità comportamentali che puntino all’umanizzazione e all’ascolto dei cittadini malati e delle loro famiglie; i soggetti civici dovrebbero diventare animatori e promotori di attivismo civico e testimonial di stili di vita corretti, solidali e generativi.

Tre caratteristiche distinguevano Rossana Santi: la cultura, cioè la capacità di connettere sempre le proprie ragioni e motivazioni con le grandi correnti culturali contemporanee, l’identità spoletina che in lei diventava soprattutto orgoglio e rifiuto del vittimismo e dell’autoflagellazione, l’amore per la bellezza che ha perseguito prima nella sua professione e poi nell’attivismo civico (celebri le sue sfilate vintage, in cui coniugava l’attenzione al riuso con l’approfondimento su moda e costume).

Il Corso di formazione si atterrà ai medesimi principi ispiratori.
Nel mese di settembre verrà comunicato il calendario del corso, la sede e le modalità di iscrizione, i crediti formativi.
Cittadinanzattiva Umbria ringrazia con emozione la Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto per aver creduto nel progetto, e per aver voluto così manifestare anche un segno di stima e gratitudine nei confronti di una nostra grande concittadina.