Il Tribunale per i diritti del malato di Spoleto sul ‘parto-analgesia’ Gli anestesisti in forza al San Matteo non bastano per garantire il servizio

Il T.D.M, avendo approfondito il problema della parto-analgesia presso l’ospedale di Spoleto, ha constatato, dati alla mano, che il numero degli anestesisti è insufficiente a garantire tale servizio 24 h.

Questo perché gli anestesisti attualmente presenti presso il San Matteo riescono, non senza fatica, a coprire le sedute operatorie (aumentate nel 2013 rispetto al 2012), le visite di preospedalizzazione, le urgenze, le sedute di terapia del dolore ed il servizio di rianimazione.
Non è quindi possibile utilizzare per la parto-analgesia (non programmabile e la cui durata è imprevedibile) il personale in turno, perché si creerebbero dei vuoti nelle aree in cui i professionisti sono impegnati.
Poiché la parto-analgesia è fortemente voluta sia dal personale del servizio di anestesia sia dal personale del servizio di ostetricia e ginecologia il T.D.M. sollecita la pronta nomina di due unità (il primario e un dirigente medico).
Tale ampliamento di organico, oltre ad assicurare l’assistenza anestesiologica pomeridiana, consentirebbe finalmente, alle pazienti che lo desiderano, di usufruire della parto-analgesia, anche nel rispetto della legge n. 38 del 2010 che garantisce ai cittadini il trattamento del dolore.

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