LE RISPOSTE DI CATIUSCIA MARINI EUROPARLAMENTARE USCENTE DEL P.D.

1)       Come ritiene possa essere rafforzata la politica estera europea per rendere più efficace il ruolo dell’UE per mantenere e sviluppare la pace nel mondo?

R: E’ fondamentale che si proceda alla rapida adozione del Trattato di Lisbona, che riconosce una nuova centralità dell’Europa in quanto soggetto politico sulla scena mondiale. Se adottato, il Trattato di Lisbona riconoscerà nuove deleghe e poteri all’Alto Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune.

 

2)        Secondo lei, cosa può fare il PE per affrontare le crisi cicliche come quella economica attuale?

R: Primo, dare seguito all’ambizioso piano della Commissione “Small Business Act” per il rilancio delle piccole e medie imprese europee. Poi, rafforzare il coordinamento non solo in ambito monetario, quanto in fatto di politiche finanziarie.

 

3)       Come può il Parlamento europeo contribuire alla maggior tutela della salute dei cittadini e alla tutela dell’ambiente?

R: Il Parlamento europeo deve investire politicamente nella Carta Europea dei Diritti del Malato. Anzi, deve curarne la più ampia diffusione e favorire la costituzione di tavoli nazionali con istituzioni locali, associazioni, società civile. Sull’ambiente, invece, il Parlamento europeo è già in prima fila: siamo stati noi eurodeputati a presentare le richieste più severe per un nuovo patto ambientale.

 

4)        Quali misure pensa adottare per la sicurezza contro la criminalità organizzata ed il pericolo terrorista?

R: La risposta europea sta nel coordinamento degli strumenti di vigilanza e sicurezza: Frontex e Interpol in testa. Ma un maggiore coordinamento tra autorità giudiziarie deve diventare prassi consolidata: contro i nuovi cartelli criminali, per sconfiggere le mafie ormai delocalizzate in molti paesi dell’est europeo.

 

5)        Quali iniziative intende adottare per integrare l’educazione all’Europa nei programmi didattici nazionali al fine di far rivivere l’ideale europeo nei cuori e nelle coscienze delle giovani generazioni?

R: Mi batto per un Erasmus universale che riguardi non solo gli studenti universitari, ma i tirocinanti, i disoccupati, i nuovi professionisti. L’Europa deve essere terreno in cui si mescolano esperienze e buone prassi, così come richiesto dal Parlamento europeo nel corso di numerose risoluzioni adottate nel corso di questa legislatura.

 

6)       Quale opinione ha della creazione di un’unità di azione fra i deputati italiani anche se di diverso orientamento politico nell’ambito del PE, come già avviene oggi per esempio fra i Tedeschi e i Francesi?

R: E’ fondamentale per contare di più in Europa. Noi italiani siamo troppo divisi, spesso troppo soggetti a dinamiche di divisione tutte interne alla politica italiana. In Europa, invece, vince chi fa gruppo a prescindere dalle sfumature politiche, nell’interesse del nostro Paese e della sua crescita.