LO SPORTELLO PIT DI PERUGIA INFORMA : “CANONE DI DEPURAZIONE PER GLI UTENTI NON SERVITI”

Antonella Fortunato del PIT di Perugia
Antonella Fortunato dello Sportello PIT di Perugia

 Il 30.09.2009 è entrato in vigore il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’08.02.2010). Il presente Decreto ha la finalità di porre una soluzione agli effetti prodotti dalla sentenza della Corte Costituzionale n.335/2008 che ha dichiarato la incostituzionalità delle norme che prevedevano il pagamento della quota di tariffa del servizio di depurazione anche per chi scaricava con impianti di depurazione non funzionanti.  

Nello specifico, l’organo costituzionale ha dichiarato:

1)     L’illegittimità costituzionale dell’articolo 14, comma 1, legge 5 gennaio 1994, n.36 (Disposizioni in materia di risorse idriche), sia nel testo originario, sia nel testo modificato dall’articolo 28 della legge 31 luglio 2002, n.179 (Disposizioni in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti “anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”;

2)     Dichiara, ai sensi dell’articolo 27 della legge 11 marzo 1953, n.87, l’illegittimità costituzionale dell’articolo 155, comma 1, periodo primo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 (Norme in materia ambientale) nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti “anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”.

L’articolo 8-sexies della Legge 13/2009 stabilisce che i criteri e i parametri per l’attuazione delle restituzioni dei canoni di depurazione non dovuti ai sensi della suddetta sentenza della Corte Costituzionale devono essere stabiliti con appositi decreti ministeriali. Nello specifico:

1)     Gli utenti non serviti da impianti di depurazione attivi per i quali sia in corso attività di progettazione, realizzazione, completamento o attivazione, hanno diritto alla restituzione della quota di tariffa riferita al servizio di depurazione non dovuta dedotti gli oneri sopportati dal gestore nel periodo oggetto della richiesta di rimborso e connessi alla realizzazione del programma per la costruzione e l’attivazione dell’impianto di depurazione;

2)     Gli utenti non serviti perché gli impianti di depurazione risultano temporaneamente inattivi o sono stati temporaneamente inattivi hanno diritto alla restituzione della quota di tariffa riferita al servizio di depurazione non dovuta dedotti gli oneri sopportati dal gestore nel periodo oggetto della richiesta di rimborso e connessi alla temporanea inattività dell’impianto;

3)     Gli utenti non serviti da impianti di depurazione attivi per i quali non è in corso nessuna attività di progettazione, realizzazione, completamento o attivazione come da programma per la costruzione e l’attivazione dell’impianto di depurazione hanno diritto al rimborso dell’intera quota di tariffa riferita al servizio di depurazione non dovuta.

Per ciò che concerne le procedura per il rimborso, sarà l’Autorità d’ambito che, verificata la correttezza delle informazioni trasmesse dal gestore del servizio, individua l’importo con i relativi interessi che i gestori dovranno restituire ad ogni singolo richiedente avente diritto entro il termine di cinque anni dalla data del 1° ottobre 2009. L’Autorità d’ambito può disporre la restituzione anche in forma rateizzata e mediante compensazione. Per le gestioni in via diretta, all’individuazione dell’importo da restituire provvedono i Comuni, deliberando la restituzione anche in forma rateizzata e mediante compensazione. Quindi la decisione su quanto e perché da restituire è rimessa all’Autorità d’ambito con una valutazione dei lavori in corso da pubblicare sul proprio sito web.

In Umbria coesistono  quatto grandi A.T.I.

1)     A.T.I. 1: Comuni di Citerna, Città di Castello, Costacciaro, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Gubbio, Lisciano, Niccone, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, Pietralunga, San Giustino, Scheggia e Pascelupo, Sigillo, Umbertide.

2)     A.T.I. 2: Comuni di Assisi, Bastia Umbra, Bettona, Cannara, Castiglione del Lago, Città della Pieve, Collazzone, Corciano, Deruta, Fratta Todina, Magione, Marsciano, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Perugia, Piegaro, San Venanzo, Todi, Torgiano, Tuoro sul Trasimeno, Valfabbrica.

3)     A.T.I. 3: Comuni di Bevagna, Campello sul Clitunno, Ciascia, Castel Ritaldi, Cerretto di Spoleto, Foligno, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Montefalco, Monteleone di Spoleto, Nocera Umbra, Norcia, Poggiodomo, Preci, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Sellano, Spello, Spoleto, Trevi, Vallo di Nera, Valtopina.

4)     A.T.I. 4: Comuni di Acquasparta, Alllerona, Alviano, Amelia, Arrone, Attigliano, Avigliano Umbro, Baschi, Calvi dell’Umbria, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Ferentillo, Ficulle, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina, Montecastrilli, Montecchio, Montefranco, Montegabbione, Monteleone di Orvieto, Narni, Orvieto, Otricoli, Parrano, Polino, Porano, San Gemini, Stroncone, Terni.  

Pertanto, per sapere se si ha diritto al rimborso e come presentare l’apposita domanda, è necessario rivolgersi al proprio gestore.

Cittadinanzattiva, da sempre pronta ad accogliere le richieste dei cittadini-utenti, per favorire un miglior dialogo tra gli stessi e le Autorità locali, ricorda a tutti coloro che siano interessati ad avanzare una richiesta di rimborso per i canoni di depurazione non dovuti, che possono rivolgersi agli sportelli dell’Associazione o, in alternativa, contattare i medesimi, telefonicamente o attraverso invio di messaggi di posta elettronica, negli orari di apertura delle sedi e ai recapiti telefonici e telematici indicati nel sito web.