MAPPATURA CIVICA DELL’11/12/2016: ANALISI DEI PRIMI DATI RACCOLTI. PROGETTO DISPONIBILE! #SPOLETOSPAZIRIAPERTI

Domenica 11 dicembre 2016, si è svolta con successo la prima tappa del progetto #SpoletoSpaziriAperti, che ha visto circa 30 cittadini mappare insieme spazi, luoghi, beni, pubblici e privati del centro storico di Spoleto, che attualmente versano in uno stato di abbandono, o che sono solo parzialmente utilizzati, ma che potrebbero essere ri-utilizzati dalla collettività per molteplici scopi.
Circa 40 i luoghi individuati: dallo “steccone” dell’ex caserma Minervio, ad alcuni edifici in Piazza San Gabriele dell’Addolorata, dall’ ex scuola di musica comunale in Piazza Pianciani alle tante ex botteghe (11 ne sono state contate) di via Fontesecca, dall’ex Mattatoio di Viale Martiri della Resistenza all’ex dispensario che si trova proprio di fronte. Non sono mancate piacevoli chiacchierate con concittadini, abitanti dei quartieri dove sono dislocati i beni, che hanno raccontato agli attivisti impegnati nella mappatura curiosità, aneddoti e storie inedite riguardanti tali beni.
Una delle scoperte più interessanti: gli scantinati di un’abitazione privata, in prossimità della chiesetta di S.Gregorio Minore de griptis, in cui sono visibili resti ben conservati (recentemente restaurati) dell’ Anfiteatro romano, con annesse una serie di grotte che pare portassero fino alla chiesa di San Ponziano.
Le schede cartacee compilate durante la mappatura sono state riportate in un database che ne ha permesso anche una prima rielaborazione, differenziandoli per stato conservativo, tipo di riuso proposto e tipo di intervento necessario. La rilettura dei dati raccolti ha permesso di distinguere i luoghi in almeno 5 tipologie:
1) Luoghi chiusi, abbandonati, il cui stato conservativo oscilla tra il pessimo ed il cattivo in cui il riuso sembra procrastinato da necessarie profonde opere di consolidamento e di ristrutturazione, delegate ad altre competenze e professionalità (es: Monastero della Stella ed Anfiteatro romano; ex Mattatoio; ex chiesetta di S. Gregorio Minore o de Griptis, Palazzo Corvi-Zacchei-Travaglini …)
2) Luoghi chiusi, inutilizzati o utilizzati solo in parte, il cui stato di conservazione varia dal cattivo al buono, entro cui tuttavia sono rilevabili situazioni e margini di riuso,anche temporaneo, con minimi e generici interventi, operabili dal comune cittadino (es: locali uffici Ex Caserma Minervio, ex Caserma Nino Bixio, piano terra Palazzo Martorelli – Orsini, Palazzo Leoncilli ex scuola di Musica, botteghe di via Fontesecca, …)
3) Luoghi aperti in pessimo/cattivo stato di conservazione, denunciati per senso di responsabilità civica, che necessitano di opere di manutenzione, ripetibili e sostenibili nel tempo, atte a scongiurarne la rovina (es: resti ex Terme romane dietro area del Tribunale, vicolo S.Martino, via delle Felici, etc…),
4) Luoghi aperti, non in stato di degrado, ma che necessitano di una riqualificazione in linea col decoro urbano degno di un centro storico come Spoleto e/o di politiche di ripopolamento più decise e accattivanti (es: piazza Pianciani, Piazza del Mercato, etc…)
5) Luoghi aperti o chiusi, sottoutilizzati, che detengono potenzialità maggiori di quelle che gli sono riconosciute e che potrebbero costituire importante risorsa di potenziamento per la città, turistica e/o economica (es: area delle grotte sotto Anfiteatro romano, ex carceri di San Domenico, piazzale del parcheggio della Posterna, etc…).
Gran parte delle schede raccolte riportavano i primi suggerimenti di riuso proposti dai partecipanti alla mappatura civica. Tali riusi verranno valutati in base alla compatibilità col luogo ed al suo reale stato conservativo, dopo necessario sopralluogo interno, e diverranno proposte di progetto da sottoporre all’ amministrazione comunale.