PAOLO BARONTI ELETTO PRESIDENTE DELLA CONSULTA DEI CONSUMATORI DI PERUGIA. AL PRESIDENTE BARONTI LE CONGRATULAZIONI DI CITTADINANZATTIVA DELL’UMBRIA!!!

barontiSottoscritto dalle Associazioni e dal Comune di Perugia il Protocollo d’intesa per l’applicazione del comma 461

(da  umbria24.it ): Vogliono cambiare marcia Comune  di Perugia e associazioni di consumatori per innescare una collaborazione che, finora, è rimasta unicamente sulla carta. E’ stato presentato giovedì 17 in conferenza stampa il protocollo d’intesa tra l’Amministrazione e le associazioni che fanno parte della Consulta dei consumatori istituita presso la presidenza del consiglio comunale.

Collaborazione più stretta Il protocollo, che resterà in vigore fino al 31 dicembre 2012, intende consentire una stretta collaborazione tra Comune e associazioni già in fase di avvio o di modifica dei servizi erogati da terzi per conto del Comune, esprimendo valutazioni sull’efficienza, l’efficacia e l’economicità del servizio stesso, realizzando, dove possibile, una progressiva riduzione dei prezzi; ciò contrariamente a quanto è avvenuto finora, con l’intervento delle Associazioni al termine del percorso. Si consente, in pratica e in estrema sintesi, un ruolo preventivo per evitare il più possibile contestazioni e scontenti a servizio erogato.

Reclami girati alle associazioni Eventuali reclami, suggerimenti o disservizi segnalati direttamente dai cittadini (ai quali viene richiesta una partecipazione sempre più attiva, utile per valutare la qualità dei servizi, anche attraverso nuovi canali che saranno sperimentati per le segnalazioni) ai soggetti erogatori o al Comune, saranno trasmessi anche alle associazioni e, una volta esaminati, forniranno una base di discussione per incontri calendarizzati ai quali parteciperanno i tre soggetti: Comune, associazioni e gestori. In via sperimentale si partirà dal servizio sui rifiuti erogato da Gesenu.

Tavoli di confronto Il Comune di Perugia, rappresentato dal vicesindaco Nilo Arcudi, e i rappresentanti delle associazioni dei consumatori e degli utenti – Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici – Centro Diritti Cittadino, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori – istituiscono uno o più tavoli di confronto sulle linee di indirizzo politico e strategico, relativo ai temi di pertinenza delle associazioni che tutelano i cittadini consumatori e utenti, a coordinare sarà il vicesindaco.

Scelte concordate Arcudi, che ha posto in evidenza come il Protocollo sancisca «l’importanza delle scelte concordate, costruendo un percorso, nella diversità dei ruoli», ha ricordato il lungo percorso intrapreso in questo senso dal Comune di Perugia con l’istituzione dell’Osservatorio dei prezzi, la Carta dei servizi e l’indagine annuale di customer satisfaction. Il presidente del consiglio, Alessandro Mariucci, ha ricordato il contribuito dato dalla presidenza del consiglio alla costituzione della Consulta dei consumatori.

Petruzzi lascia la sala Durante la conferenza stampa Alessandro Petruzzi della Federconsumatori ha lasciato la sala non sentendosi rappresentato da Paolo Baronti, neoeletto presidente della Consulta dei consumatori, ai quali era stata data la parola dal vicesindaco Arcudi perché esprimesse una valutazione sul Protocollo a nome di tutte le associazioni presenti.

Le critiche Baronti ha posto in evidenza il ruolo attento e costruttivo del Comune di Perugia «uno dei pochi in Italia ad applicare il comma 461 e che la Consulta crea un soggetto politico». E’ stato però fatto notare da alcuni presenti che «non tutta la Giunta applica una politica di scelte concordatex», rimarcando l’esclusione delle associazioni dei consumatori alle scelte sulle recenti modifiche che hanno interessato il trasporto pubblico locale, e che «l’Apm ha risparmiato sulla stampa della Carta dei servizi».

Il testo Secondo il Protocollo il Comune si impegna a convocare e consultare le associazioni dei consumatori in caso di predisposizione di schemi di contratti di servizio e/o aggiornamento dei contratti di servizio in essere; ad inserire nei prossimi contratti di servizio o di aggiornamento di quelli esistenti, clausole che obbligano il soggetto gestore ad adottare la carta della qualità dei servizi e di pubblicizzarla; predeterminare un contenuto minimo delle carte della qualità dei servizi (in tema di standard di qualità e quantità delle prestazioni, di accesso alle informazioni garantite, di modalità per proporre reclami e per adire le vie conciliative e giudiziarie, nonché le modalità di ristoro dell’utenza in caso di inottemperanza); pubblicizzare la possibilità per l’utente e per ogni singolo cittadino di proporre osservazioni e proposte sia all’ente locale che ai gestori dei servizi che alle associazioni dei consumatori; l’istituzione di una sessione annuale di verifica del funzionamento dei servizi tra ente locale, gestori dei servizi  ed associazioni dei consumatori; a prevedere un prelievo a carico dei soggetti gestori del servizio per il finanziamento delle attività che le associazioni dei consumatori sono chiamate a svolgere.

Le Parti si impegnano, tra l’altro, a individuare utili strumenti per la soluzione della microconflittualità, prevedendo procedure volte a privilegiare le vie conciliative; a predisporre entro sei mesi uno schema di atto di conciliazione paritetico da sottoporre ai gestori dei servizi pubblici locali; a un’attività di studio, ricerca e verifica delle questioni relative a qualità, efficienza, efficacia, economicità e universalità della gestione dei servizi pubblici locali (sia quelli gestiti direttamente dal Comune o mediante società partecipate, sia quelli gestiti mediante contratti di servizio), con particolare attenzione all’esigenza di garantire il contenimento dei prezzi/tariffe e quote di socialità nei servizi resi; a favorire il flusso e lo scambio di informazioni reciproche in tema di reclami dell’utenza, difficoltà nell’esecuzione del servizio, anche al fine della migliore definizione di prassi virtuose e comuni di gestione della microconflittualità, promuovendo la conoscenza presso gli utenti sia degli strumenti a loro disposizione (per segnalare disagi, reclami, proposte ed osservazioni), sia dei possibili rimedi conciliativi e giurisdizionali.