REPARTO ONCOEMATOLOGIA ADDIO. LA REGIONE FA MARCIA INDIETRO (DA IL MESSAGGERO).

Reparto oncoematologia addio
La Regione fa marcia indietro

di SERGIO CAPOTOSTI

bartoliUna doccia gelata per il Comitato Scoet che comunque non si dà per vinto e rilancia la sua battaglia per la costituzione di un reparto di oncoematologia a Terni, promesso nel 2008 ma mai realizzato.
Ieri l’assessore regionale alla sanità, Franco Tomassoni, durante un’audizione in terza commissione ha fatto sapere che «non possiamo fare un reparto di oncoematologia. La possibilità per soddisfare le richieste: posti letto, servizio infermieristico dedicato, spazi adeguati, privacy, sarà offerta dalla ristrutturazione dell’ospedale di Terni».
Immediata la replica di Gian Carlo Bartoli, vice presidente del Comitato Scoet, (nella foto) costituitosi proprio per realizzare a Terni un reparto di oncoematologia degno di tale nome. «Esprimo disappunto per le parole dell’assessore, rilevandone – rimarca Bartoli – il contrasto con quanto concordato nell’incontro con il 17 Maggio».
Per la Regione non ci sono né i soldi né i numeri per realizzare un reparto di oncoematologia e la decisione ha detto l’assessore Tomassoni è stata presa «in linea con il riordino che abbiamo davanti di tutti i servizi sanitari» aggiungendo che «il numero dei ricoveri non consente di prevedere un’area di degenza dedicata, con servizio medico e infermieristico autonomi».
Eppure gli accordi, come ricorda il vicepresidente del Comitato Scoet (struttura complessa di oncoematologia ed autotrapianto) erano bel altri e per questo le varie associazioni confluite nel comitato non si daranno per vinte e sulla sica di quanto già visto non è da escludere che ritornino alla carica attivandosi sul territorio.
«Ci si ripromette – dice Bartoli – ogni attività, ancorché intensa, mirata ad ottenere che quanto pensato, ideato, valutato, progettato e sottoscritto in sede di Convenzione 2008 fra Regione ed Università, in relazione alla realizzazione della Struttura di OncoEmatologia ed Autotrapianto, trovi finalmente applicazione nella sua razionale interezza e si raggiunga l’obiettivo di dare ai Malati di tumore ematologico le strutture e gli strumenti per avere le cure necessarie a tali terribili patologie».
E durante l’audizione anche il consigliere regionale della Lega, Gianluca Cirignoni, ha invitato la Regione a mantenere la parola data dicendo che «è un diritto di questi malati che la convenzione stipulata venga rispettata». Ma l’assessore Tomassoni ha alzato bandiera bianca «si tratta – ha replicato – di scelte impopolari, ma dobbiamo fare i conti con una situazione che da qui al 2014 porterà ad una riduzione delle risorse fino a 140 milioni di euro».
Valutazioni e spiegazioni che però non convincono Gian Carlo Bartoli che richiama la Regione alle sue responsabilità in materia sanitaria: «Nell’ambito dell’ospedale ternano, a fronte di tali dichiarazioni nell’ambito della cosiddetta riforma della sanità regionale, si viene ad accentuare una, quantomeno inappropriata, disparità di trattamento e supporto fra patologie oncologiche solide e quelle ematologiche».
Insomma, l’unica risposta che la Regione sarà in grado di dare, forse, arriverà dalla ristrutturazione dell’ospedale Santa Maria, un ritornello che però non convince perché a pesare di più è la politica dei due pesi e due misure.