RIDURRE I COSTI DELLA POLITICA, ELIMINARE GLI ENTI INUTILI, ATTIVARE STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI, COMBATTERE LE LISTE D’ATTESA IN SANITA’, CONTRASTARE LA PRIVATIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO: 5 IMPEGNI PER LE CANDIDATE ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE UMBRIA

ENTI INUTILILe Segreterie regionali delle Organizzazioni dei Consumatori e Utenti: ACU, ADOC, CITTADINANZATTIVA, CONFCONSUMATORI, MOVIMENTO CONSUMATORI, MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO, UNIONE NAZIONALE DEI CONSUMATORI con questa Lettera Aperta alle candidate alla carica di Presidente della Regione segnalano la necessità di porre al centro del dibattito politico regionale, in questi ultimi giorni di campagna elettorale, le problematiche più stringenti dei cittadini consumatori e utenti umbri.

Il Censis in una recente ricerca sulle città italiane ha classificato Perugia e Terni tra “i Gabbiani” le città del benessere maturo, caratterizzate soprattutto dalla tendenza all’invecchiamento della popolazione, a standard socio economici superiori alla media ed alla scarsa iniziativa economica e non tra i Falchi, città dello sviluppo od i Pellicani città della produzione.

La gravissima crisi economica che stiamo vivendo mette in discussione la qualità della vita conseguita nella nostra regione, c’è bisogno di risvegliare le energie migliori e più dinamiche dell’Umbria per sperimentare ed attivare nuove modalità di partecipazione e di gestione dei beni comuni e dei servizi pubblici,  imboccando con decisione la strada dell’innovazione. In questo scenario il ruolo della cultura va inteso in modo affatto nuovo, soprattutto nella sua funzione di attivatore sociale, cioè uno dei fattori che stanno all’origine della catena del valore, il canale per eccellenza attraverso cui affermare ed attestare un diffuso orientamento sociale verso il nuovo, il diverso, il non già previsto.

La politica deve svolgere il ruolo che le  è proprio, quello di governare questo processo, facendo in modo che la propensione al pensiero e all’innovazione diventi un orientamento collettivo, voluto e condiviso dall’intera società e dall’intera economia.

Per questo c’è bisogno che la politica riacquisti l’autorevolezza che in molti casi riteniamo abbia perso. A tal fine le Associazioni firmatarie della presente lettera, chiedono alle candidate alla presidenza della regione un impegno non formale per  l’attivazione di spazi reali di partecipazione e di democrazia di base e la parallela riduzione dei costi della politica,  per l’eliminazione degli enti inutili e per la riduzione delle stratosferiche indennità riconosciute agli amministratori comunali, provinciali, regionali e ai manager pubblici. In questo ambito è venuta l’ora di pensare ad enti pubblici che si qualifichino per l’attivazione di strumenti di partecipazione dei cittadini come l’audit civico,  uno tra gli  strumenti che meglio sintetizzano il nuovo percorso di qualificazione della pubblica amministrazione – e per un efficace impegno per la riduzione delle  liste di attesa nei servizi sanitari   e per l’applicazione di leggi regionali inattuate come quella sulle cure odontoiatriche.

Le associazioni firmatarie, altresì, chiedono alle candidate alla presidenza della regione un forte impegno per sostenere la battaglia in corso per l’abrogazione dell’art. 23 bis della L. 133/08, la norma che consente di privatizzare il servizio idrico. Va affermata con forza la necessità di una svolta radicale rispetto alle politiche liberiste che hanno fatto dell’acqua una merce e del mercato il punto di riferimento per la sua gestione. In questo modo si è provocato dappertutto degrado e spreco della risorsa, precarizzazione del lavoro, peggioramento della qualità del servizio, aumento delle tariffe, riduzione degli investimenti, diseconomicità della gestione, espropriazione dei saperi collettivi, mancanza di trasparenza e di democrazia. L’acqua deve rimanere un bene comune, disponibile a tutti.

Infine le Associazioni firmatarie chiedono alle candidate alla presidenza della regione di dichiarare l’impegno a dotare l’Umbria di uno specifico strumento legislativo che stanzi adeguate risorse economiche per incentivare le buone pratiche delle amministrazioni locali per favorire la partecipazione dei cittadini, a cominciare dal Bilancio partecipativo, dall’applicazione del comma 461 dell’art. 2 della Finanziaria del 2008 e dalla diffusione su tutto il territorio regionale dell’esperienza degli sportelli del consumatore. In questo ambito va riformata la legislazione regionale vigente per la tutela dei consumatori, assegnando direttamente alla Presidenza della Regione la competenza in materia.