Terni non è un’isola felice: un appello di SOS Impresa dopo i casi di USURA . Serve uno sportello antiusura con il coinvolgimento delle associazioni di tutela

strozzino1Arrestati dalla Guardia di Finanza di Terni un professionista e un agente immobiliare accusati di aver posto in essere una operazione di compravendita immobiliare che in realtà nascondeva il reato di usura.

I fatti così come ricostruiti dai finanzieri concretizzano situazioni di usura diverse dal solito: in un primo caso in sostanza  i due indagati avrebbero indotto una persona che versava in difficoltà economiche, a cedere loro un immobile per un valore pari alla somma di denaro di cui la vittima aveva necessità.

Contestualmente alla vittima, veniva fatta stipulare una proposta di riacquisto dello stesso immobile per importi di gran lunga superiori a quello con il quale era stato conclusa la precedente transazione.

In sostanza a fronte di una prima cessione di immobile ai due per 230 mila euro, veniva fissato in somme oscillanti tra i 300mila e i 450 mila euro, il prezzo con cui la vittima dell’usura avrebbe potuto riacquistare l’immobile stesso; i diversi importi risultavano crescere a seconda del trascorrere del tempo entro il quale la vittima dell’usura sarebbe stata in condizione di rientrare in possesso del proprio appartamento.

Analoga situazione si ripeteva con una altra persona in stato di bisogno per un immobile dal valore di 220mila euro con prezzi di riacquisto che nel tempo lievitavano .

Questo fatto dimostra –commenta Lino Busà, presidente di “SOS Impresa” – che le preoccupazioni espresse in più occasioni pubbliche, anche recenti, da parte da magistrati ed esponenti della società civile impegnati contro l’usura e la criminalità organizzata, non erano infondate e che, purtroppo, Terni non è un isola felice. Crediamo anche, – continua Busà – che non si tratti di un episodio isolato, anzi, emerge con chiarezza che queste organizzazioni malavitose, prendono sempre più la forma di un “idra” dai mille tentacoli, ed alcuni di questi sono al disopra di ogni sospetto, in giacca e cravatta. Busà si appella poi alle Istituzioni locali, affinché prendano consapevolezza di questa emergenza e si attivino per l’Apertura di uno Sportello, in collaborazione con le Associazioni di tutela, per dare un punto di riferimento e aiuto delle vittime.